RICOSTRUZIONE Parla l'architetto La Fauci: ridaremo un'anima paese E. Di D. Dario La Fauci è architetto. Già presidente dell'Ordine della provincia di Messina. Il governatore Raffaele Lombardo lo ha nominato consulente per la pianificazione urbanistica dell'area di Giampilieri. Sei mesi di contratto di collaborazione per ridisegnare il volto di un villaggio sventrato. E dargli un'anima. Anzi ridargli un'anima. «Appena sabato scorso - spiega La Fauci - ho incontrato il capo della protezione civile regionale, Pietro Lo Monaco. Pratico, operativo, pragmatico. Abbiamo discusso in generale sulle modalità di intervento in quelle zone. Ancora però non so quante unità abitative saranno costruite. Se trenta o quaranta». Quindi lei è incaricato, in soldoni, di pianificare una sorta di prg in piccolo di quella zona? In qualche modo sì. Bisognerà individuare delle soluzioni stradali oltre che architettoniche per ricostruire quelle zone. Dal mio punto di vista, quello architettonico appunto, non ho alcuna intenzione di realizzare una pianificazione sterile, asettica. Case a schiera senza aima. I cittadini che hanno vissuto in quelle zone, devono sentire rinascere l'aria di casa propria e non la tristezza di morte che si respira adesso che scende da quella montagna. E' per questo, per l'esigenza di un'anima pulsante di un paese, che a Giampilieri non si è potuto esportare il modello L'Aquila di cui ha parlato il premier? A parte l'orografia del territorio, a parte gli spazi e le dimensioni, la cultura siciliana, meridionale in generale è antropologicamente diversa. Non si possono inserire in cubi prefabbricati le vite di uomini che hanno costruito le loro case. Noi abbiamo una storia diversa: per questo vorrei riportare le nostre abitudini in quelle strade percorse dalla tragedia. Penso ai chiostri, alle coorti, soluzioni che sottoporrò agli altri consulenti, ma soprattutto al giudizio di quei cittadini che devono viverci. Lei ha un incarico semestrale, ritiene che sia possibile ultimare il lavoro in questo periodo di tempo? Mi sono messo subito a lavorare. Vedremo il da farsi. Con Lo Monaco, comunque, abbiamo anche discusso della ideazione di soluzioni stradali con passaggi pedonali sopraelevati, soluzioni che ricuciscano e riconnettano ambiti viari con altri, che costiuiscano magari un modello progettuale per evitare qui come in altre zone ad elevato rischio franoso, le tragedie che noi abbiamo vissuto. Per Giampilieri si è parlato di abusivismo come causa della tragedia. E' questo il motivo di 31 morti? Lei ha visto quello che rimane di quella montagna? Ha confrontato con Google Maps o strumenti simili? In quella montagna non c'erano alberi, non c'erano coltivazioni. La questione è molto più semplice di quanto non si creda: ci fossero stati gli alberi, la pioggia avrebbe prima colpito il fogliame, quindi i rami secondari, poi sarebbe calata sul fusto e quindi avrebbe toccato terra. La potenza dirompente di quella roccia di acqua caduta su un terreno friabile non avrebbe causato il crollo della montagna.
MESSINA - GIAMPILIERI - Ricostruzione. Parla l'architetto La Fauci: ridaremo un'anima paese
L'architetto La Fauci è stato nominato consulente per la pianificazione urbanistica dell'area di Giampilieri, in Sicilia, per ridisegnare il volto del villaggio sventrato. Ha incontrato il capo della protezione civile regionale, Pietro Lo Monaco, per discutere sulle modalità di intervento. La Fauci vuole creare un'atmosfera di casa e non una pianificazione sterile. Ha parlato di soluzioni stradali e architettoniche per ricostruire le zone. Ha anche menzionato l'importanza di riportare le abitudini locali nella pianificazione. Il suo incarico è semestrale e si aspetta di lavorare duramente per ultimare il lavoro entro il periodo di tempo disponibile.
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