IL RESTAURO Dopo il commissariamento, il futuro del San Carlo Il sipario si alza sul contemporaneo «Conosco ogni scricchiolìo della sedia», raccontava con orgoglio il signor Mario, da trent'anni abbonato al San Carlo, quando nel 2007 si è rischiato il crac finanziario. Oggi le sedie emettono un suono impercettibile, gli ori e il rosso porpora della platea sono rimessi a lustro e l'impianto di climatizzazione soffia aria a meno di 20 decibel. Invariata l'acustica della struttura e l'impianto settecentesco della sala. L'aspetto, che incantò Stendhal nel 1817, nasconde una struttura tecnologica in grado di accogliere le produzioni contemporanee. Il restauro del San Carlo, costato alla regione 67 milioni di euro, è completo in appena undici mesi. Per capirne la portata basta scende a meno nove metri dal calpestio, nella sala prove dell'orchestra e del coro: «Nel corso degli anni - ha raccontato l'architetto che ha diretto i lavori, Elisabetta Fabbri - la soprintendenza aveva acquisito una parte degli ambienti. Li abbiamo recuperati tutti, creando nuovi spazi...». Alzando lo sguardo si vede la cabina regia (dopo il collaudo sarà utilizzata come sala incisione. Dal giardino dell'attiguo Palazzo Reale si può osservare l'interno attraverso i finestroni, a segnalarne la presenza tra breve, con la riapertura del Museo del teatro, l'opera di Mimmo Paladino. Risalendo verso il tetto, argani e corde hanno ceduto il passo alla torre scenica: una vera e propria sala macchine che consente cinque parti mobili del palco. Dall'intrico di corridoi si arriva poi alla sala Gallizia dove provano i danzatori: è qui che si forma il corpo di ballo, 500 richieste all'anno per 170 posti. Più su ancora, nel sottotetto, la sala prove dedicata alla regia teatrale: un open space, corrispondente al palcoscenico, da ridisegnare in base all'allestimento. La città intanto aspetta di capire il futuro del San Carlo, dopo la fase commissariale: Riccardo Muti ha visitato il Massimo (vi collaborerà dal prossimo dicembre). Per ora, il maestro ha solo provato l'accordatura di tutti i pianoforti.
NAPOLI - Il restauro. Dopo il commissariamento, il futuro del San Carlo. Il sipario si alza sul contemporaneo
Il San Carlo, teatro storico di Napoli, è stato oggetto di un restauro costato 67 milioni di euro. Il progetto, completato in undici mesi, ha recuperato ambienti sopraelevati e ha introdotto tecnologie moderne. La struttura settecentesca è stata mantenuta invariata, con l'acustica e l'impianto settecentesco della sala rimasti invariati. Il restauro ha anche aperto nuovi spazi, come la sala prove per la regia teatrale e la sala macchine per la torre scenica. Il teatro è stato riaperto con un nuovo impianto di climatizzazione e sedie più silenziose.
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