Crisi. A tinte fosche il 22 studio sulla situazione italiana presentato ieri a Roma: siamo al 23esimo posto sui 30 dell'Ocse Rapporto Eurispes: «Abbiamo i salari più bassi di tutta l'Europa» Peggio del futuro nero c'è l'assenza di futuro. E' a tinte fosche il 22 rapporto Eurispes sulla situazione italiana, presentato ieri a Roma. Un Paese immobile, privo di idee e progetti, dove gli italiani si impoveriscono dal punto di vista economico ma anche da quello della capacità di costruire prospettive. Ma l'analisi non vuol essere un esercizio di pessimismo nichilista, quanto una scossa per cercare di ridestare le energie positive che nel Paese ancora ci sono. Continuando così l'attuale classe dirigente rischia di togliere il futuro all'Italia, dice l'istituto di ricerca, ma allo stesso tempo il cantiere è aperto e un'inversione di tendenza è ancora possibile. il rischio di una transizione senza fine è quindi l'immagine controcorrente e politicamente scorretta che osa tratteggiare l'Eurispes, col suo direttore Gian Maria Fara che si spinge a criticare l'attuale bipolarismo: «Un bipolarismo forzato che ha impoverito la democrazia espellendo dal parlamento tutte quelle espressioni politiche e culturali che davano voce comunque alle diverse istanze provenienti dalla società»; «si sono consolidati due blocchi politici, che di fatto si sostengono a vicenda senza riuscire ad esprimere nessuna altra prospettiva oltre quella del man tenimento del potere. Un bipolarismo che non ammette eccezioni e che vede gli attori principali attivamente impegnati ad annullare qualsiasi ipotesi o proposta politica che pretenda di esercitare un qualche ruolo non direttamente riconducibile all'uno o all'altro». Inoltre «lo spreco diffuso che caratterizza la spesa pubblica ha creato una situazione non pi governabile. Gli sforzi centrali sono del tutto vanificati dalle voragini aperte dalla Regioni, dalle Province e dai Comuni diventati ormai centri di spesa incontrollabile». Ciononostante è quasi raddoppiata la quota di chi si dice convinto che ci sarà un futuro migliore per il Paese (18,3 contro il 10,9 precedente), per aumentano coloro che considerano la situazione economica «nettamente peggiorata»: 47,1 contro il 37,6 dell'anno prima. E motivi per preoccuparsi della crisi purtroppo ce ne sono parecchi. L'Italia è fanalino di coda nell'Ocse per i salari. Ammonta a poco più di 14.700 euro il salario medio netto annuo percepito in Italia, cifra che pone il Paese al 23 posto, in coda dopo gli altri Paesi europei: il lavoratore italiano percepisce un compenso salariale che è inferiore del 44 rispetto all'inglese, del 32 in meno di quello irlandese, il 28 di un tedesco, il 19 di un greco, il 18 del francese e il 14 in meno di quello spagnolo. Al contrario è nella top ten per il cuneo fiscale. Emerge anche che la laurea non è pi garanzia di lavoro stabile e ben retribuito; e che gli incidenti sul lavoro costano al Paese 40 miliardi l'anno. Una famiglia su tre non arriva a fine mese. Intanto i prezzi dei beni di prima necessità salgono e per far quadrare i conti si taglia sul resto. A partire dalla stretta su regali e ristoranti, attuata dal 70, mentre la spesa si fa low cost. Il 17,3 ha smesso di concedersi cappuccino e cornetto serviti al bar, il 32,5, ha modificato il modo ed il luogo in cui consumare il pranzo, il 30,4 ha modificato le loro abitudini per la cena e adottato piccole accortezze per fare economia. Regge l'happy hour, ma solo perché l'aperitivo rinforzato sostituisce la più costosa cena al ristorante. D'altro canto è alto il consumo di alcol, e un terzo dei giovani dichiara di bere spesso. Almeno diminuiscono gli italiani che devono raschiare il fondo del barile dei loro risparmi (comunque il 42,9) o che hanno difficoltà a pagare il mutuo (23,3) o l'affitto (18,1). Tuttavia, prevale la quota dei pessimisti: il 34,1 prevede con molta probabilità di non riuscire a risparmiare nulla nel prossimo anno ed il 19,8 ne è proprio sicuro. Disoccupazione in crescita, stipendi bassi, difficoltà economiche: non è solo questo e la politica a mettere a rischio il futuro italiano. Ci sono anche altre realtà a cavallo tra il culturale e il sociale, seppur sempre riferibili anche alle scelte di orientamento della classe dirigente. Caso eclatante quello dei beni culturali: l'Eurispes non si stanca di ricordare come questa sia un'enorme risorsa per l'Italia, capace anche di produrre grandi ricchezze. Ma avviene il contrario: continui tagli mettono a rischio il patrimonio, la sua fruibilità e il suo sviluppo, e questa miope politica pervade anche i mezzi di informazione indebolendo la percezione che gli stessi italiani hanno della cultura. Ecco che gli introiti da visite ai musei sono diminuiti del 7,55 e il numero di visitatori ha subito una diminuzione del 2,52, mentre il mecenatismo culturale, imperniato sulle sponsorizzazioni sulle agevolazioni fiscali, non è mai riuscito a decollare in maniera significativa, frenato anche dalla farraginosità dei meccanismi fiscali. Nella legge di bilancio 2010 per i beni culturali è stato previsto uno stanziamento di 1.358 milioni di euro, con una riduzione di 58,9 milioni di euro rispetto al 2009, mentre sono ancor più rilevanti i tagli ai programmi di tutela dei beni archeologici (-14,7), archivistici (-13,7), librari (-7,1) e di tutela delle belle arti, dell'architettura, dell'arte contemporanea, e del paesaggio (- 9,1). E il futuro si compromette anche impedendo di costruire famiglie. I single infatti sono in costante crescita: nel 2010 sono 10 rispetto al 2007, e d'altro canto risulta evidente che per il lavoro e le spese essere single è un vantaggio. Ma anche questo non costruisce futuro. Poi c'è il capitolo stranieri, con la sottolineatura di una incongruenza: per il 60,4 gli stranieri contribuiscono alla crescita economica del Paese, però sempre sei italiani su 10 pensano che la presenza degli immigrati aumenti la criminalità. Concludiamo con qualche curiosità tra i tanti dati del Rapporto Italia. Facebook, Myspace, m Taggedd e Twitter nel 2009 hanno superato le tradizionali email. Al pari della telefonia cellulare, dove gli italiani sono notoriamente riconosciuti come amanti del telefonino al punto da possederne anche pi di uno a testa, così nel mondo dei social network l'appartenenza di più profili ad un unico individuo non costituisce più l'eccezione, bensì la regola. E c'è infine un dato sugli Ufo: il 2009 è l'anno in cui sono avvenute più segnalazioni da dieci anni a questa parte, ben 192 nei primi sette mesi secondo il Centro Ufologico Nazionale.
Italia, il Paese del futuro immobile
Il rapporto Eurispes sulla situazione italiana presenta un quadro critico. L'Italia è al 23esimo posto tra i 30 Paesi dell'Ocse per i salari, con un salario medio netto annuo di poco più di 14.700 euro. La laurea non è più garanzia di lavoro stabile e ben retribuito. Gli incidenti sul lavoro costano al Paese 40 miliardi l'anno. La spesa pubblica è inefficiente e crea una situazione non governabile. La politica è vista come un ostacolo al futuro, con un bipolarismo forzato che esclude le diverse istanze politiche. La crisi economica è aggravata dalla mancanza di progetti e idee.
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