Ora il nostro paese guida la classifica dei 788 luoghi riconosciuti come patrimonio ambientale. Segue la Spagna Le ultime entrate nell'elenco sono la Val D'Orcia e le necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia Una tomba etrusca a Cerveteri ROMA - Le ultime "new entries" sono la Val d'Orcia e le necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia. Con queste due acquisizioni l'Italia tocca quota 39 siti e guida la classifica dei 788 luoghi riconosciuti dall'Unesco come patrimonio dell'umanità. Al secondo posto c'è la Spagna con 37 siti. Il doppio riconoscimento è stato reso possibile da una correzione di tiro nelle regole di selezione. In un primo momento l'Unesco aveva deciso di iscrivere ogni anno nella sua Heritage List un massimo di 30 siti in tutto il globo, non più di uno per paese. "Ma se ci sono realtà territoriali più ricche ciò appartiene alla storia dell'uomo e a questo dato di fatto non si può rispondere con la penalizzazione", ha affermato il sottosegretario ai Beni Culturali Nicola Bono commentando la decisione di allagare le maglie dei criteri di selezione Unesco per consentire ogni anno fino a due ingressi per paese e fino a un totale di 45 nuovi siti. Il riconoscimento da parte dell'Unesco non comporta finanziamenti o agevolazioni economiche, ma rappresenta un formidabile volano turistico e apre buone possibilità di sviluppo. "Bisogna però saper guidare in maniera accorta questo sviluppo, altrimenti il successo rappresentato dal riconoscimento può trasformarsi in un problema", precisa Pietro Laureano, uno degli esperti internazionali dell'Unesco. "L'obiettivo non è collezionare siti ma gestirli bene. Occorre un maggior sforzo in senso innovativo: dobbiamo saper cogliere l'unicità dell'assieme più che del singolo monumento, il patrimonio di conoscenze e tecniche che è racchiuso in un paesaggio più che la singola opera d'arte". PUBBLICITA' Nella direzione indicata da Laureano va l'indicazione della Val d'Orcia che raccoglie un'ampia gamma di suggestioni senesi: da Montalcino a Pienza, da Radicofani a San Quirico. "E' l'ennesimo successo dell'Italia di qualità", commenta Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente e deputato della Margherita. "Con il riconoscimento ottenuto dalla Val d'Orcia si premia un modo di pensare lo sviluppo che punta sulle risorse del territorio, sui vecchi borghi, sui saperi tradizionali. E che coniuga questo patrimonio antico con l'innovazione e con le nuove tecnologie facendone il motore della crescita economica e sociale. E' questa la nostra chiave vincente: molti occidentali vorrebbero vivere in Val d'Orcia, molti meno vorrebbero vivere nella Rhur o nella periferia di Birmingham". (15 luglio 2004)
Italia prima nella lista Unesco: gioielli dell'umanità, quota 39
L'Italia ha raggiunto quota 39 siti riconosciuti come patrimonio ambientale dall'Unesco, guida la classifica con la Val d'Orcia e le necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia. La Spagna occupa il secondo posto con 37 siti. Il riconoscimento non comporta finanziamenti, ma rappresenta un volano turistico e apre possibilità di sviluppo. È importante gestire bene il patrimonio per evitare problemi. La Val d'Orcia è un esempio di sviluppo sostenibile, con un'ampia gamma di suggestioni senesi. L'Italia ha ottenuto il riconoscimento grazie a una correzione delle regole di selezione dell'Unesco.
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