Dossier di Medicina democratica e Senza soste. Aderiscono anche Livorno libera e il Comitato no offshore LIVORNO. L'idea è quella di stringere «un patto per un progetto partecipato sulla città e sull'ospedale». La pratica è un documento di nove pagine, elaborato da tre soggetti come Medicina democratica, assemblea permanente per la partecipazione a Livorno e Senza soste, con l'adesione di Livorno Libera (Città diversa, Verdi, Sinistra critica) e del Comitato contro il rigassificatore. «Si tratta di un dossier a cui abbiamo lavorato fin dal giorno in cui il sindaco Cosimi ha dato l'annuncio dell'operazione ospedale a Montenero - spiega Stefano Romboli, portavoce dei Verdi - preparato sulla base delle reazioni della società civile, di associazioni e soggetti interessati e dei singoli cittadini. Sosterremo il comitato del referendum anche perché intendiamo accendere in città una discussione che finora non c'è stata». Nel documento si fa riferimento ad una volontà politica calata dall'alto dal Pd toscano (dato che, dicono i promotori, «nel programma di mandato 2009-2014 di Cosimi l'ospedale compariva solo in nove generiche righe»), «da pressioni di lobby e agenzie di progettazione come la Pettinelli», e da parte di personaggi non legati al territorio. Ci si domanda perché, non più di cinque anni fa, l'allora direttore Asl auspicava 170 posti letto in più e con la nuova struttura invece ne andrebbero a sparire 150. E perché abbattere le Rsa Pascoli e Villa Serena, abbandonare i distretti e aggredire il paesaggio collinare. Le perplessità degli ideatori del dossier riguardano anche la localizzazione periferica non facilmente raggiungibile e l'assenza di un fattibile progetto sulla viabilità. Si chiede perché non si spiega ai cittadini cos'è il project financing e la privatizzazione gestionale dei servizi che questo comporta, e da dove verranno ricavati i circa 230 milioni di euro previsti per l'investimento a fronte di un bilancio comunale che arriva a 180 milioni. «Un progetto megalomane», chiude Romboli. Il dossier da ieri si può trovare in internet sui siti dei soggetti interessati e verrà di volta in volta distribuito durante le assemblee e i gazebo allestiti mentre l'Osservatorio trasformazioni urbane chiederà un incontro tecnico con l'Asl per poter discutere delle argomentazioni contenute in un recente documento del Comune sull'opportunità di abbandonare il presidio di viale Alfieri. NO AI FRAZIONAMENTI Vietato farsi l'appartamento LIVORNO. La tentazione di frazionare sarebbe forte, anche perchè i sottotetti - negli edifici con soffitto orizzontali - sono estesi quanto l'appartamento, solo un po' più bassi d'altezza. Ma la legge regionale lo vieta espressamente. Un altro appartamento nel sottotetto? «No», recita l'articolo 4, «i volumi e le superfici recuperate non potranno essere oggetto di frazionamenti dai quali scaturiscano nuove unità immobiliari». Il proprietario dell'immobile dovrà impegnarsi a non frazionare l'appartamento sottoscrivendo un formale atto da trascriversi nei registri immobiliari. Un vincolo valido però solo per i primi dieci anni. L'Asppi plaude alla legge della Regione «Una regolarizzazione che fa l'interesse di tutti» LIVORNO. «E' una legge positiva, che dà una risposta al fabbisogno abitativo e permette di regolarizzare fabbricati non a norma senza consumo di territorio». Sirio Grassi, presidente dell'Asppi (associazione dei piccoli proprietari immobiliari), plaude alla legge sulle mansarde. «Conviene a tutti - spiega - Ai proprietari di abitazione perchè valorizza l'immobile con una spesa accettabile, lo fa uscire da una condizioni di semiirregolarità e consente di recuperare spazi abitabili. Ma conviene anche alle istituzioni: perchè aumenta l'offerta abitative senza edificare altro territorio, perchè dà un consistente gettito di oneri che può aiutare le finanze comunali, perchè spinge i proprietari verso scelte ecosostenibili: con la coibentazione del sottotetto«si ridurrà la dispersione energetica e dunque anche il consumo». L'Asppi ora chiede di essere coinvolta dal Comune, con le altre associazioni di categoria, per la gestione del provvedimento. (c.m.)
LIVORNO - CEMENTO. Nuovo ospedale. Progetto megalomane, voluto da alcune lobby
Un gruppo di cittadini di Livorno ha creato un dossier per fermare il progetto di riorganizzazione dell'ospedale di Montenero, che prevede la chiusura di alcune sezioni e la costruzione di nuovi edifici. Il dossier è stato firmato da diverse associazioni e partiti politici, tra cui il Partito Democratico e il Comitato contro il rigassificatore. I promotori del dossier sostengono che il progetto è "megalomane" e che non è stato sufficientemente discusso con la società civile. Il dossier critica anche la localizzazione periferica dell'ospedale e la mancanza di un fattibile progetto sulla viabilità. Inoltre, i promotori chiedono spiegazioni sui costi del progetto e sulla privatizzazione gestionale dei servizi.
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