Sottotetti come vere stanze. La Regione dà il via libera Un provvedimento attesissimo: «Ma non è una sanatoria» GROSSETO. La polizia municipale aveva cominciato a metterci gli occhi sopra, anche se è tutt'altro che facile distinguere un sottotetto utilizzato secondo la legge e uno, invece, trasformato in vero e proprio locale abitabile. Ma in futuro non ci dovrebbero essere più problemi simili. Perché i sottotetti potranno divenire abitabili come gli appartamenti cui sono collegati, se i Comuni lo vorranno. Lo prevede una nuova legge approvata mercoledì dal consiglio regionale che ha corso per approvare, sul finale di legislatura, una norma la cui proposta era stata presentata ad aprile del 2009, ricorda il consigliere regionale del Pd Loriano Valentini, uno dei firmatari. Per migliaia di famiglie si tratterà di fare qualche investimento per rendere legittimamente abitabili i sottotetti, ma non parlate a Valentini di condono o di sanatoria, nonostante questa norma finirà per regolarizzare migliaia di situazioni ai limiti della legalità: sono migliaia, infatti, le abitazioni realizzate negli ultimi 10-15 anni, che sono dotate dei cosiddetti volumi tecnici, in teoria da adibire a depositi, ma in realtà trasformati spesso in mansarde vere e proprie. «Questa legge - spiega Valentini - non è un condono, perché il condono è l'accertamento dell'esistenza di opere difformi dalle previsioni urbanistiche, mentre con questa norma si consente ai cittadini di chiedere e ottenere una regolare autorizzazione a trasformare un sottotetto rendendolo abitabile. Potevamo anche fare un condono - aggiunge - ma non è questa la cultura della Toscana». Le condizioni poste dalla normativa sono due: innanzitutto tocca ai Comuni decidere se prevedere o meno nei loro strumenti urbanistici la possibilità di recuperare i sottotetti, ed è probabile che i Comuni lo faranno, visto che rendere abitabili queste volumetrie significa ampliare gli appartamenti, con tutto quello che comporta in termini di entrate, dall'Ici alla Tarsu, oltre che in termini di oneri di costruzione. La seconda condizione dipende dai privati che, se vorranno approfittare dell'opportunità offerta dalla legge per ampliare il proprio appartamento, dovranno presentare una dichiarazione di inizio attività per ristrutturazione edilizia, una dia onerosa, cioè soggetta al pagamento degli oneri di costruzione. D'altra parte, in molti casi saranno necessari interventi per rendere davvero abitabili i sottotetti, come la realizzazione di scale interne. Ma niente opere esterne. Non sarà possibile creare, nei sottotetti, nuove unità immobiliari separate dall'appartamento sottostante, ma sarà solo possibile prevedere un ampliamento del proprio appartamento. Inoltre il sottotetto dovrà rispettare un'altezza media non inferiore ai 2 metri e 30 centimetri. Valentini ricorda che la nuova legge «consente il recupero di volumetrie che possono dare risposte anche a bisogni familiari» e non nasconde anche che può attivare piccoli investimenti in edilizia e «incentivare i recuperi nei centri storici», dove l'ampliamento degli appartamenti dà vantaggi sicuri per il proprietario, senza però consumare nuovo territorio. Soddisfatto anche il consigliere regionale del Psi Giancarlo Tei, che sottolinea anche lui come la nuova legge sia da considerare un'opportunità. «Non un condono generalizzato - dice - ma una possibilità che va incontro alle esigenze di molte famiglie».