Il crollo 8 giorni fa ma nessuno avverte il ministero. "Danni agli affreschi" POMPEI - Ora che non cè più traccia né di una gru sprofondata né di una briciola di terreno franato, girano le foto ordinate degli Scavi. La Casa dei casti amanti, gioiello ancora sotto i ponteggi, appare ieri, sotto il cielo grigio di Pompei, protetta e in via di recupero. Ma quando è saltato il "divieto di accesso" - ieri - sul cantiere dei sospetti ed è partita loperazione trasparenza da parte del commissario Marcello Fiori, era già troppo tardi. «Ma quale frana, quale danneggiamento ai beni archeologici», scuote la testa Fiori, il manager della Protezione civile insediato dalla scorsa estate nel cuore, e nei conti, della Soprintendenza. Ai celebri misteri della cittadina riemersa dalle ceneri, se ne aggiunge un altro. Un crollo diventato un affare di Stato, un giallo politico-istituzionale. Otto giorni fa, una frana rimasta "segreta", con smottamento di un terrapieno, avrebbe compromesso lo stato di alcuni affreschi degli Scavi, mentre nessuno ha ancora relazionato lincidente al responsabile della Direzione delle antichità, Stefano De Caro. Scoppia così la tensione latente da mesi. È il conflitto tra la gestione dei cantieri archeologici affidata alla Protezione civile, attraverso Fiori, braccio destro di Guido Bertolaso e la visione di quanti - come dipendenti, sindacalisti, associazioni e qualche parlamentare Pd - denunciano una situazione di arbitrio e mancata sicurezza. In sintesi: «Lavori fatti in fretta e furia, cantieri messi su senza piani di sicurezza, rischi per i lavoratori e per lo stato di conservazione dei beni». Cosè avvenuto davvero, a ridosso della Casa dei casti amanti, il 14 o il 18 gennaio? È stato un ridotto smottamento o si è sfiorata la tragedia archeologica (era buio e i lavoratori non cerano)? Proprio quel pezzo di Scavi dovrebbe far da sfondo alla prossima, attesissima visita del presidente Berlusconi al parco archeologico. Il premier lo ha ribadito sabato 16 gennaio: «Verrò a Napoli per sostenere Caldoro (il candidato Pdl, ndr), e anche perché è tanto tempo che voglio visitare Pompei». Ma Fiori nega: preferisce ribaltare la vicenda con lannuncio che «a febbraio sarà possibile seguire i lavori di scavo nella Casa dei casti amanti attraverso un cantiere trasparente, e un sistema di telecamere». Il direttore degli Scavi, larcheologo Antonio Varone, conferma: «Nei giorni scorsi cè stato un piccolo smottamento che non ha causato danni significativi: è franato un terreno nellinsula adiacente a quella della Casa, con il crollo di una parte di muro perimetrale. Siamo intervenuti subito, grazie alloperatività del cantiere». Lassociazione Italia Nostra parla invece di «omertà», denuncia «le distorsioni che la pratica dei commissariamenti sta creando», chiede «agli organi dellamministrazione dei Beni culturali una relazione celere e immediata». Ma la più severa è linterrogazione firmata da Luisa Bossa, deputata Pd. «Si sta cercando di mettere la sordina ad un evento incredibile - scrive la Bossa - Da fonti riservate ho saputo che il crollo sarebbe stato causato da lavori frettolosi alla Casa dei casti amanti, ordinati dal commissario Fiori in vista dellimminente visita del premier. La gru utilizzata per i lavori sarebbe stata posizionata male, su una superficie non idonea: un terreno friabile che sotto la pioggia, ha ceduto facendo crollare trenta metri di muro antico in prossimità di via dellAbbondanza, causando danni gravi a resti archeologici ed affreschi». Fiori però nega. «Non cerano gru. Si tratta di visionari», spiega a Roma. Resta la domanda da girare allarcheologo Stefano De Caro. Perché tanto ritardi su una frana che colpisce unarea sensibile? «Mah... Dipende dalla valutazione che ne fa il soprintendente. Ma ho chiesto la relazione, vedremo». E il sindacalista Biagio De Felice, Cgil, puntualizza: «Siamo di fronte al fallimento della politica culturale; e nel deserto si fa strada lefficientismo della Protezione civile. Da noi gira la battuta: sulleruzione siete arrivati con 2 mila anni di ritardo, non vi agitate ora». (26 gennaio 2010)