VALLE DEI TEMPLI. L'ipotesi è stata prevista dai progettisti del Piano particolareggiato L'ipotesi di un ampliamento dei confini del Parco archeologico della Valle dei Templi si fa sempre più concreta. Talmente concreta che, domani, sarà uno dei principali temi dell'incontro tra il Consiglio di amministrazione dell'Ente ed una delegazione dello staff dei progettisti guidata dall'ingegnere Gabriele Giacobazzi. L'ampliamento previsto nella bozza del «particolareggiato» è dell'ordine di «alcune centinaia di ettari», che, se rapportato agli attuali 1200 ettari, non è proprio un'inezia. Il Parco potrebbe arrivare insomma ad una superficie di oltre 1500 ettari. C'è su questo tema un ampio dibattito perché bisogna far combaciare le esigenze di tutela con quelle di carattere politico. Non è infatti un mistero che sono proprio i politici all'interno del Cda del Parco che frenano di più sull'ipotesi. Dopo anni di discussioni e mezzi ammiccamenti sulla possibilità di restringere il Parco - e risolvere così il preblema abusivismo nella Valle - c'è chi insomma vuole vederci chiaro. I progettisti sono chiamati a spiegare il perché e le ragioni che consigliano un ampliamento. C'è da dire che aree che eventualmente finirebbero nella giurisdizione dell'Ente Parco sono di proprietà demaniale ed in particolare a Nord Est della città, oltre la Rupe Atenea. Ma l'ampliamento dei confini è solo il primo dei tre temi che i progettisti dovranno affrontare con il Cda. C'è ad esempio quello, ancora irrisolto, della viabilità. Partendo dal presupposto che le aree archeologiche dovranno essere liberate dal traffico automobilistico c'è l'oggettiva necessità di consentire un collegamento veloce tra la città e San Leone che altrimenti sarebbero «divise». E poi per ultimo, ma non per importanza, c'è il nodo della zonizzazione. Come di ricorderà la legge che ha istituito il Parco ha previsto delle «sottozone» all'interno di quella che era la «Zòna A». Resta certo l'inedificabilità assoluta, ma c'è da capire meglio come potranno essere disciplinate le attività in aree che sono a poche centinaia di metri dai templi. Il problema è insomma sempre quello: come fare coincidere le esigenze della tutela con quelle della promozione. Un compito arduo che è stato demandato al Piano del Parco. L'Ente è in ritardo rispetto alla tabella di marcia ma da Casa Sanfilippo spiegano che è meglio un Piano in ritardo ma buono, piuttosto che uno adottato nei tempi previsti ma pessimo.