LEGAMBIENTE Italia fragile per colpa dell abusivismo Le cifre del cemento selvaggio Luca Fazio Emendamenti criminali che mettono a rischio la sicurezza del paese». Così, senza andare tanto per il sottile, Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, commenta l'ennesimo condono edilizio mascherato tra le pieghe del cosiddetto decreto Milleproroghe che è in discussione al Senato. Esagerazioni? Improbabile in un paese in cui, secondo l'associazione ambientalista, basta la semplice attesa di un condono edilizio per far sì che si verifichino clamorose impennate di abusivismo. È già accaduto, e questi sono fatti, numeri, non opinioni. Negli anni in cui si discusse il primo condono (varato poi dal governo Craxi nel 1985), solo nel biennio '83-'84 le costruzioni abusive superarono le 230 mila unità (l'anno prima erano 70 mila). La stessa rincorsa alle abitazioni fuorilegge è avvenuta nel 1994, ai tempi del primo governo Berlusconi: solo durante i mesi di discussione del provvedimento, furono costruite 83 mila nuove case abusive. Altro picco nel 2004, sempre sotto Berlusconi, con 40 mila costruzioni spuntate come funghi al solo annuncio della sanatoria. In via definitiva (secondo una ricerca Legambiente-Cresme) tra il 1994 e il 2003 in Italia sono state costruite 402.676 costruzioni abusive. L'abusivismo fino al 2004, nel 70 per cento dei casi, si concentra in aree a bassa densità abitativa puntando sul mercato delle seconde case o sulle cosiddette «trasformazioni pesanti » (uno ha una stalla e decide di farsi una villa con piscina, per esempio): le piscine erano circa 6 mila nel 2002, e sono quasi raddoppiate l'anno successivo (11 mila). Insomma, niente a che vedere con l'abusivismo di «necessità immediata » di pasoliniana memoria. A farne le spese, sotto il profilo della distruzione del paesaggio e a tutto vantaggio degli speculatori, sono state, come è sempre accaduto, le quattro regioni del sud a tradizionale presenza mafiosa: in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia si concentra circa il 55 delle costruzioni abusive. «Il recente condono edilizio aveva il fine esplicito di far diventare legali quelle 362 mila costruzioni abusive fatte dal 1994 al 2002 e spesso, soprattutto nel mezzogiorno, edificate dalla criminalità organizzata », ha dichiarato Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente. Ecco perché in Italia ogni condono può essere definito come un regalo alle ecomafie, che la fanno da padrone perché il fenomeno dell'abusivismo non è affato legato a bisogni sociali. «Si è arrivati all'abusivismo delle ecomafie - scrivono Roberto Mostacci e Sandro Polci nella loro relazione contenuta nel rapporto Ecomafia 2009 di Legambiente - in cui filiere criminali integrate (materiali acquistati in nero, operai in nero che lavorano senza sicurezza, immissione sul mercato con elusione delle prassi amministrattive) realizzano interventi imprenditoriali anche di significativa qualità». E non sono solo affari palesemente sporchi, «ma soprattutto strategie di profitto ben concertate». Il fenomeno dell'abusivismo, che nel periodo 2002-2007 aveva registrato un calo significativo, nel corso del 2008 «sembra aver rialzato la testa »: secondo stime Cresme sarebbero state costruite circa 28 mila unità. Perché è successo? La spiegazione del rapporto Ecomafie 2009 ci riporta direttamente alla cronaca di queste ore: «Alcuni elementi sono intuibili: le aspettative generali, soprattutto nei confronti del governo; la percezione di un atteggiamento più possibilista nei confronti di chi fa considerando i pessimi risultati economici generali e la disoccupazione conseguente. Fatto sta che l'umore sembra cambiato». E non era proprio il caso: dal 1999 al 2007 in Italia la produzione edilizia è passata da 193 mila a 339 mila unità, un incremento pari a 76 per cento. E il peggio, forse, deve ancora venire.
CONDONO EDILIZIO - Legambiente. Italia fragile per colpa dell'abusivismo
Il condono edilizio in discussione al Senato è stato definito come un "regalo alle ecomafie" da Vittorio Cogliati, presidente di Legambiente. Secondo l'associazione, il fenomeno dell'abusivismo è legato alle strategie di profitto ben concertate delle filiere criminali integrate. Le costruzioni abusive sono state costruite in Italia in 402.676 unità tra il 1994 e il 2003, con un picco nel 2004 con 40 mila costruzioni spuntate. Le aree a bassa densità abitativa sono state colpite, con il 55% delle costruzioni abusive concentrato nelle quattro regioni del sud.
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