LA CAPITALE Pugno duro a «RomaEnergia» ROMA ROMA La sua destra sarà pure tanto «sociale», ma nella vicenda che raccontiamo si scorge solo una parola: «licenziamento». Il sindaco di Roma Gianni Alemanno vede sparire sotto il suo governo i posti dei dipendenti di una società del Comune, la «RomaEnergia»: architetti specializzati, in gran parte donne, che progettavano lo «sviluppo sostenibile» della capitale. RomaEnergia è nata nel 1999 e da allora ha seguito la posa di tetti fotovoltaici su diversi edifici pubblici, ha svolto consulenze per istituzioni e condomini, ha fatto corsi nelle scuole, ha giocato un ruolo centrale nei progetti di risparmio energetico e di miglioramento ambientale del Comune. Ma ora basta: tutti fuori. Sette architetti hanno perso il posto per diversi motivi: uno si è dimesso da solo, ma gli altri hanno ricevuto il benservito dall'amministrazione Alemanno. E nel frattempo ne hanno viste di cotte e di crude, dato che per esempio gli stipendi sono arrivati a singhiozzo, e l'ultimo ricevuto è quello di febbraio 2009. «E dire - osserva Federico Bozzanca, della Funzione pubblica Cgil - che in tutti i documenti presentati dalla sua amministrazione, Alemanno ha sempre insistito sull'importanza di RomaEnergia e sulla volontà di investirci. Nell'ultimo Dpef del Comune, si è ribadita la volontà di finanziare la società. E nelle linee-guida sul ridisegno delle municipalizzate, il sindaco ha sempre affermato che sarebbero state fatte riorganizzazioni e magari spostamenti, ma che nessuno avrebbe perso il posto di lavoro». E adesso, al contrario, abbiamo il licenziamento delle mamme: una di loro, messa alla porta prima che il figlio compisse l'età di un anno, è stata reintegrata in extremis negli ultimi giorni, giusto perché era in un periodo di maggior tutela. Per le altre dipendenti di RomaEnergia, al momento, invece c'è soltanto il buio. Le lavoratrici spiegano che quando l'agenzia è nata, tra i partecipanti, oltre al Comune, c'erano praticamente tutte le municipalizzate: Acea, Ama, Atac, Cotral, Iacp e pure l'Italgas. L'agenzia era creata nell'ambito del programma Save della Ue. In seguito, via via, tutti gli istituti si sono sfilati dal cda, ed è rimasto solo il Comune. Negli ultimi anni, una progressiva decadenza: luoghi di lavoro malsani e insicuri (lo testimonia una multa dell'Asl di 13 mila euro, l'estate scorsa), due furti delle attrezzature, con relativo lavoro «volontario» dei dipendenti (costretti a utilizzare i propri portatili), gli stipendi a singhiozzo, poi spariti del tutto. E infine i licenziamenti. «Il primo atto della nuova presidenza, eletta nell'ottobre scorso - spiega il sindacalista Cgil - è stata la lettera di licenziamento a uno dei dipendenti, e diverse contestazioni disciplinari a tutte le altre lavoratrici». Il primo licenziato aveva inviato una lettera formale all'agenzia, in cui spiegava che non si sarebbe più recato al lavoro finché non fossero arrivati gli stipendi arretrati: RomaEnergia, per tutta risposta, lo ha messo alla porta. Ma non tanto appoggiandosi sull'assenza (e dunque per un'eventuale giusta causa), quanto piuttosto per «giustificato motivo oggettivo», cioè spiegando che la sua figura professionale non era più adatta al profilo dell'agenzia. La stessa motivazione è stata addotta per i licenziamenti delle altre dipendenti, nonostante in realtà le contestazioni disciplinari avrebbero potuto fare da precedente per giusta causa: ma lì è stato il sindacato a smontarle. Ieri Massimiliano Valeriani (Pd) ha presentato un'interrogazione consiliare sulla vicenda: ma non è stato possibile discuterla per l'assenza dell'assessore all'ambiente Fabio De Lillo. Speriamo che quest'ultimo, insieme ad Alemanno, batta un colpo: non solo per i posti di lavoro, ma anche per il futuro dello «sviluppo sostenibile».
ROMA - Alemanno licenzia le architette ambientali
Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha licenziato sette dipendenti della RomaEnergia, una società del Comune che si occupava dello sviluppo sostenibile della capitale. La società è stata creata nel 1999 e ha lavorato con diverse municipalizzate e istituzioni per progettare edifici e promuovere l'energia rinnovabile. Tuttavia, negli ultimi anni, la società ha subito una decadenza, con problemi di sicurezza e salute, e gli stipendi sono stati ridotti. I dipendenti hanno ricevuto la notizia del licenziamento con pochi giorni di preavviso.
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