Partiranno a settembre i restauri dell'ex convento dell'Annunziata, che accoglieranno gli uffici della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici, la Soprintendenza ai beni architettonici (la sede di via IV Novembre è sotto sfratto) e i carabinieri del Nucleo artistico. Si partirà con un primo lotto di lavori da 6 milioni di euro che interessano un'ala dell'edificio, che sarà anche aperta al pubblico. L'intero restauro costa 12 milioni di euro ed è finanziato dal Ministero, dalla Regione e dalle due fondazione bancarie. L'intervento fa parte di un protocollo d'intesa (primo in Italia) siglato il 20 gennaio a Roma tra il ministero per i Beni culturali, la Regione e le fondazioni bancarie dell'Emilia-Romagna che prevede un programma di interventi, fino al 2014, in cinque aree della regione: oltre all'Annunziata a Bologna, la Casa Minerbi-Dal Sale e Palazzo Prosperi-Sacrati a Ferrara, l'area archeologica di Classe a Ravenna, il Palazzo Ducale di Sassuolo, l'ex monastero dell'Annunziata a Tredozio. Un investimento di 50 milioni di euro, diviso tra i tre firmatari. Sono circa 12 i milioni di euro (tre del ministero, gli altri di Regione e le due fondazioni bancarie) per il complesso dell'Annunziata e il parco circo- stante, «un intervento che si collega al recupero del parco di San Michele in Bosco, finanziato da noi, e a quello della parte monumentale del Rizzoli, finanziato dalla Fondazione Carisbo», spiega Marco Cammelli, presidente della Fondazione del Monte. «E una sistemazione importante di un pezzo di città cruciale, che aprirà squarci paesaggistici straordinari per tutti i bolognesi», aggiunge Angelo Varni, consigliere della Fondazione del Monte. Nell'ex convento ed ex caserma sono già in corso lavori per il rifacimento della copertura di un'ala che stava crollando, finanziato dal ministero. «Stiamo preparando il progetto di restauro che procederà per lotti spiega Carla Di Francesco, direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici Ci vorranno due anni e mezzo per concludere il primo, che include un'ala con il refettorio e le sale al pianoterr a che saranno aperte anche al pubblico per mostre e convegni. In questa parte andranno anche i nostri uffici oppure quelli della Soprintendenza che è sotto sfratto. Il progetto per la sistemazione delle nostre strutture è complicato perché ricche di archivi storici e fotografici, e biblioteche che devono essere messe a consultazione pubblica. Inoltre ci sono i laboratori scientifici di analisi dei materiali e i laboratori di restauro. 11 costo del primo lotto è di 6 milioni di euro, i cantieri potranno partire tra 6-8 mesi, a settembre direi». Questo imponente restauro è possibile grazie all'innovativo protocollo d'intesa, che «ha consentito l'accantonamento dei soldi da parte del ministero, vincolando in questo modo anche gli altri partner», confessa Cammelli. Non solo. «Permette un'importante cooperazione, a partire dall'informazione sulle reali necessità sul territorio di beni bisognosi di intervento prosegue il presidente , altrimenti a noi fondazioni arrivano le richieste dai soggetti pi attivi nel farsi avanti». I o milioni di euro messi sul piatto e gli interventi individuati sono «solo l'inizio, è come un treno che parte, si possono attaccare altri vagoni lungo il perqorso», chiarisce Cammelli. «E la dimostrazione che in questo paese sulle politiche culturali si possono fare cose interessanti, indipendentemente se governa la destra o la sinistra», conclude l'assessore regionale alla Cultura Alberto Ronchi.