L'amministrazione chiede l'aiuto della città per scongiurare - dopo il parere positivo ottenuto dalla direzione regionale dell'Emilia Romagna la scorsa settimana - un eventuale blocco per via giudiziaria del parcheggio sotterraneo in costruzione al Novi Sad. «Credo che Modena - dice l'assessore all'urbanistica Sitta - dovrebbe farsi sentire sulla richiesta, presentata da Italia Nostra al Ministero dei beni culturali, di bloccare il cantiere. Si vuole o non si vuole il parcheggio al Novi Sad? La nostra posizione è chiara e così dovrebbe essere anche per le altre forze politiche e le associazioni, a partire da quelle imprenditoriali e sindacali». Se qualcuno pensava che la battaglia tra chi ritiene indispensabile la costruzione del secondo parcheggio sotterraneo più ampio d'Italia (oltre 1700 posti in parte destinati ai residenti e in parte per chi si reca in centro o nei negozi) e chi è contrario, si concludesse con il via libera della direttrice regionale Carla di Francesco, si sbagliava di grosso. Il procuratore capo Zincani ha dato il via a un'indagine conoscitiva della procura a seguito dell'esposto nel quale Wwf, Legambiente e Italia Nostra chiedono di valutare se la costruzione permanente a più piani sia compatibile con il carattere storico del luogo. Un punto a favore per gli ambientalisti, dunque, che parlano di un presunto illecito penale e presentano l'esposto anche a Roma dove ha sede il ministero della cultura. Sitta ha attaccato: «Non abbiamo alcun timore - dice l'assessore - degli esposti di Italia Nostra e delle altre associazioni, che riteniamo pretestuosi e inconsistenti al punto da costituire la dimostrazione palese dell'approccio ideologico che manifestano contro qualsiasi opera venga proposta alla città. Modena, nelle sue varie forme di rappresentazione, deve dire come la pensa. Se sostiene chi cerca di realizzare opere fondamentali per il futuro della città e lo fa nel pieno rispetto delle norme e delle indicazioni impartite dagli organi preposti, oppure chi ha deciso che la città anziché al futuro deve guardare al medioevo». Al centro del contenzioso non c'è solo l'area vincolata dell'ex piazza d'armi del Foro Boario, ma pure i tanti ritrovamenti archeologici - cisterna, necropoli, anfore, strada romana - che il progetto comunale di valorizzazione ha destinato al parco archeologico futuro e al museo civico: «L'approccio degli ambientalisti è inconcludente sul piano dell'efficienza e modernità della città e assai discutibile anche su quello culturale. Porta a far sì che un ritrovamento, anziché una straordinaria opportunità di conoscenza per la comunità, diventi invece un elemento negativo. Se non fossimo partiti con gli scavi per la realizzazione del parcheggio non avremmo mai saputo cosa conservava il sottosuolo». Sitta incassa anche il sostegno del segretario del Pd cittadino Boschini: «Il parcheggio serve alla città perché sono troppi anni che Modena cerca la soluzione per i problemi di accesso e sosta a servizio del centro: ora che la soluzione, razionale e compatibile dal punto di vista ambientale, è a portata di mano, bisognerebbe fermarsi? Qual è l'alternativa proposta?».