Per ogni museo è importante conoscere il proprio pubblico, per non tradirne le aspettative e per trovare quindi appropriate forme di comunicazione tramite i programmi espositivi. Nei confronti dei grandi musei archeologici le maggiori attese dei visitatori, per quanto generiche e diverse in rapporto ai liveffi individuali di formazione, riguardano non solo l'esperienza estetica, come è normale per i musei d'arte, ma anche l'informazione storica su civiltà tramontate e lontane nel tempo. In un museo archeologico il pubblico entra infatti in contatto con documenti della cultura artistica e con una miriade di oggetti che ne costituiscono il contesto materiale. Emerge con evidenza, da questo, la funzione in ogni caso formativa del museo: la contemplazione dell'opera d'arte svolge un ruolo insostituibile sotto l'aspetto educativo anche quando trascende ogni intento didascalico, e l'informazione storica collegata alla documentazione originale assume straordinario valore comunicativo. Questi compiti costituiscono alcune delle principali ragioni d'essere del museo. Non sono tutte, naturalmente, perché il museo ha anche altre rilevanti funzioni, ma sono di certo tra quelle essenziali. Non dovrebbero rientrare invece tra le sue attività, nonostante le attuali forti tendenze, forme di presentazione spettacolare delle opere d'arte al di fuori di ogni intento interpretativo. Mentre è assai utile, per esempio, l'impegno di luci proiettate su opere d'arte, come nel recente esperimento sull'Ara Paris, per proporre la ricostruzione di una policromia perduta, non è altrettanto ragionevole l'impiego di tecniche sceniche al solo fine di ottenere effetti sorprendenti. Ancora meno giustilicata è la riduzione di un contesto monumentale, quale per esempio l'area del Foro Romano, a semplice scenario per l'esposizione di oggetti che alterano il paesaggio storico. Si provocano così veri e propri travisamenti nella comprensione storica e interferenze nella percezione dei caratteri formali delle opere d'arte e dei monumenti. Parimenti avviene allorché nei musei architetture e allestimenti prevaricano sulla presentazione dcgli oggetti.