IN QUESTI anni alcuni spazi pubblici della città sono stati privatizzati negativamente dalla paura e dall'economia». L'assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory allarga il raggio dalla triste storia dei monumenti imprigionati nel cantiere: la statua di Garibaldi in piazza Castello e l'omaggio a Pertini di Aldo Rossi (che nel quadrilatero della moda i malevoli chiamavano «cubo» ben prima delle impalcature) restano impacchettati a tempo indeterminato, visto che la querelle tra il Comune e la Impredcost, madre dello sfortunato Progetto Monumenti Italia, è finita a carte bollate davanti al Tar. Il titolare della pratica, l'assessore all'Arredo urbano Maurizio Cadeo, si dice «molto sereno» e promette che, comunque vada, quella lista di monumenti bisognosi di cure riesce evasa. Il collega Finazzer spariglia le carte e guarda avanti, pronto a guidare una riappropriazione collettiva degli spazi pubblici scomodando una categoria che, a nominarla, sembra quanto di più lontano dalla «valorizzazione dei monumenti»: i writer. ALLA BASE della nuova panne dei dieci restauri affidati al «Progetto Monumenti Italia» (solo tre completati, cinque mai partiti) c'è una questione di tempi, leva sensibile quando si parla d'interventi a costo zero per l'amministrazione in cambio di autorizzazioni alla pubblicità sulle impalcature. E il Comune ne ha negate di nuove alla Impredcost, che nel 2007 aveva firmato un accordo-quadro col Ministero per i Beni e le attività culturali (poi sospeso per mesi e in scadenza il 27 marzo ner interventi di questo tipo. La Impredcost ha fatto ricorso, «Noi siamo sereni - dice Cadeo -. Stiamo cercando un punto d'incontro, nel pieno rispetto delle norme, per completare i lavori. Ma se non si troverà aspetteremo il Tar, e questo ci conforta». E per Garibaldi e Pertini rimasti a metà, come per i cinque monumenti intonsi, «non molleremo, se necessario tornando alle vecchie gare». Sempre con la formula restauri per pubblicità , «doverosa quando ci sono difficoltà di bilancio». NELL'ATTESA di riveder le stelle, Finazzer rilancia: «Bisogna ripensare ai monumenti e alle installazioni, non secondo solo una logica celebrativa o commerciale, ma in base a una logica creativamente culturale». E cala l'asso: «Arte pubblica a disposizione di tutti». Nascosto nella manica del calendario mostre del 2010, che avrà «un punto di forza e di novità nel coinvolgimento della città nelle esposizioni». Non sono solo parole, c'è un piano «articolato che prevede un progetto dove protagonisti saranno i writers, che interverranno su location grigie della città. In occasione dei 60 anni dalla nascita della serie a fumetti Peanuts, dell'americano Charles Schulz, la città si colorerà di cartoni animati di grandi dimensioni per poi scaldarsi con sette videoinstallazioni dell'artista Fabrizio Plessi realizzate in occasione della mostra Anima del fuoco ». Ancora, il ritorno in città di Peter Greenaway, «con una grande installazione in piazzetta Reale dedicata all'acqua, mentre Anish Kapoor porterà un'opera monumentale nell'ambito dell'arte contemporanea». E poi la personale del vulcanico Maurizio Cattelan (famoso per la scultura che rappresenta Giovanni Paolo TI colpito da un meteorite), «prima assoluta, che porterà dieci opere in giro per la città».