DUE ORE d'assemblea in pausa pranzo, poi un presidio a Palazzo Brera, con volantinaggio. Ai dipendenti dei dodici Istituti dei Beni culturali di Milano - di cui fa parte, oltre alla Pinacoteca, anche il Cenacolo - il «commissariamento» di Brera proprio non va giù. E tornano a protestare in vista dell'incontro, fissato per il 15 febbraio, proprio con Mario Resca, il supercommissario nominato dal ministro dei Beni e attività culturali Sandro Bondi per accompagnare la Pinacoteca nella dimensione «grande», con annesso trasferimento (contestatissimo dagli studenti) dell'Accademia. I LAVORATORI, e i sindacalisti, parlano di «disposizione di Protezione civile». Come si trattasse smantellamento del servizio pubblico e la cancella dell'Abruzzo terremotato e non, più banalmente, di concretizzare un progetto - l'allargamento del museo asfissiato in spazi troppo stretti - del quale a Milano si parla dall'annus domini 1974. Una situazione paradossale, ma «di sicuro qui non c'è alcun problema di sicurezza», tuona una delegata Rsu della Pinacoteca. Il timore dei dipendenti è che dietro la nomi- «Non è mica Abruzzo Dietro questa mossa primo passo verso a privatizzazione» di questa delegittimazione», e minacciano altre azio ni, di qua al 15 febbraio: «Dietro questo provvedimento - scandisce un sindacalista della Cgil - c'è lo smantellamento del servizio pubblico e la cancellazione delle nostre professionalità».
MILANO - Volantini e slogan sotto la Pinacoteca di Brera I dipendenti non vogliono il supercommissario
I dipendenti dei dodici Istituti dei Beni culturali di Milano, tra cui la Pinacoteca, si sono riuniti per protestare contro il commissariamento di Brera. Il supercommissario Mario Resca, nominato dal ministro Sandro Bondi, è stato criticato per aver accompagnato la Pinacoteca nella dimensione grande e per aver trasferito l'Accademia. I lavoratori e i sindacalisti hanno parlato di disposizione di Protezione civile e hanno accusato il governo di smantellare il servizio pubblico e di cancellare le professionalità. La protesta si terrà il 15 febbraio. I dipendenti hanno anche criticato il governo per aver trasferito il progetto di allargamento del museo, che è stato discusso sin dal 1974.
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