BOLOGNA UN ACCORDO trilaterale, ministero dei beni culturali, Regione e fondazioni bancarie per la salvaguardia e il restauro del patrimonio culturale sul territorio. L'Emilia Romagna è la prima regione a sperimentarlo in Italia. L'impegno, già concretizzato il 20 gennaio scorso a Roma con la firma del protocollo d'intesa, alla presenza del ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, consentirà lo stanziamento rapido di risorse per aprire i cantieri. Nel caso dell'Emilia Romagna si tratta di un primo impegno di 50 milioni di euro, messi a disposizione in parti tendenzialmente uguali (un terzo ciascuno) dai soggetti coinvolti e che riguarda per ora 5 aree territoriali. Si tratta, più in dettaglio, dell'ex convento dell'Annunziata-ex caserma San Mamolo a Bologna; del palazzo Ducale di Sassuolo; dell'ex monastero dell'Annunziata a Tredozio (provincia di Forlì); della Casa Minerbi-Dal sale e Palazzo Prosperi Sacrati a Ferrara; dell'area archeologica di Classe a Ravenna. «L'ACCORDO FORNISCE una risposta efficace al dibattito su come coniugare le politiche dei beni culturali con il decentramento; gli interessi pubblici con quelli privati», ha spiegato Marco Cammelli, presidente della Fondazione del Monte durante la presentazione del progetto dove sono intervenuti anche Fabio Roversi Monaco, presidente della Fondazione Carisbo e dell'associazione tra Casse e Monti dell'Emilia Romagna, Carla di Francesco, direttore dei beni culturali e paesaggistici per l'Emilia Romagna, Alberto Ronchi, assessore cultura, sport e progetto giovani della regione Emilia Romagna e i presidenti delle fondazioni Cassa di risparmio di Forlì, Ravenna, Modena e Ferrara. AL PROTOCOLLO seguiranno i singoli accordi con le fondazioni per le aree di pertinenza. Ogni realtà, infatti, fa caso a sè ma l'intento comune è quello di rompere gli «schemi» del passato con i lavori che rimangono in sospeso, i bandi da rifare ad ogni lotto d'intervento. La valorizzazione di questi beni sarà operata in due fasi: nella prima si interverrà sul miglioramento della conservazione mediante interventi di studio, prevenzione, manutenzione, restauro storico-artistico. Nella seconda verranno redisposti percorsi turistici e di itinerari cittadini e regionali. «Per ogni azione di recupero ha precisato Carla di Francesco verranno definiti gli apporti finanziari, le modalità di progettazione, gli esecutori, i piani di gestione e i tempi dei cantieri». La scelta dei siti da valorizzare è stata indicata proprio dalla direzione dei beni culturali. Nel caso bolognese dell'ex convento dell'Annunziata (nella foto), la durata dei lavori è prevista in due anni e mezzo. L'impegno finanziario è stimato in 12 milioni di euro.