Voragine di conti nel lirico cittadino. LAgenzia di controllo: "Ogni spettatore costa 362,2 euro" Già quasi esauriti i 18 milioni del 2009 E su 44 milioni di incasso, ne escono 43 per gli stipendi PAOLO BOCCACCI (segue dalla prima di cronaca) «In tutto il mondo mi dicono: ma chi te lo fa fare?» rileva Muti, «non posso essere schizofrenico: mettere la quinta a Chicago, dove guiderò lorchestra, e in contemporanea andare con la retromarcia a Roma». Insomma sullOpera tira aria di bufera. A cominciare dalle casse. Praticamente vuote. Dal Campidoglio nel 2009 sono arrivati tredici milioni e mezzo di finanziamenti, più altri cinque di fondi straordinari. Ma stanno andando presto esauriti. Tanto che, raccontano nelle stanze del Palazzo Senatorio, per far quadrare i conti nel bilancio, il teatro ha dovuto contabilizzare anche due sue proprietà, quella del palazzo del Teatro Nazionale e laltra del Magazzino dei Costumi. E poi la stagione 2010, considerata sottotono, vecchie scene ridipinte, il contratto con Muti che traballa. E i fischi a mitraglia a gennaio dello scorso anno per la regia innovativa dellAida dellamericano Bob Wilson? E la Missa Solemnis di Beethoven diretta dalla bacchetta di Pappano, criticata per linterpretazione ritenuta troppo laica? Altri ostacoli. Ma oggi è lera del soprintendente Catello De Martino e del neodirettore artistico Alessio Vlad. «Abbiamo aumentato gli abbonamenti del dieci per cento» dicono. E il vicepresidente Bruno Vespa ammette: «Questa è una stagione di transizione, il futuro sarà con Muti». Intanto però esce la relazione annuale dellAgenzia per il controllo dei servizi pubblici del Comune di Roma. Ed ecco i numeri dellOpera - i dati si fermano al 2007 - paragonati a quelli delle altre istituzioni musicali. In quellanno il teatro lirico allestisce 164 serate di spettacoli accogliendo 174.887 spettatori, rispetto a quelli potenziali che, considerando la capienza, sarebbero potuti essere 273.734. Per confronto la Casa del Jazz fa 41.506 spettatori contro i possibili 41.944. Ma vediamo il confronto in percentuale tra spettatori reali e potenziali: lOpera arriva al 64, batte il Teatro di Roma, che si attesta al 42, ma è molto sotto le medie di Santa Cecilia (74) e Musica per Roma (84). E passiamo al capitolo dolente degli aspetti economici, la situazione delle casse della lirica. Nel 2007 gli incassi da biglietteria arrivano a 5.176.668 euro e gli sponsor ne portano 445.564. I costi di promozione, marketing e comunicazione assommano a 384.121 euro, gli altri a 18.743.297, mentre gli investimenti in conto capitale sono di 1.322.611. Ma il confronto che più illumina la situazione della lirica romana è quello tra i finanziamenti pubblici e i costi del personale. Ebbene su 44.432.597 incassati, ne escono per le maestranze, dai musicisti ai ballerini, la quasi totalità: 42.885.487. E da questo punto di vista il teatro, in percentuale, è il fanalino di coda rispetto alle altre istituzioni musicali romane. La sua capacità di autofinanziamento è dell11, la più bassa in assoluto. Battuto dal 24 del Palladium, dal 29 del Teatro di Roma, dal 50 di Santa Cecilia, dal 62 di Musica per Roma e addirittura dal 95 della Casa del Jazz. Vediamo altri due indicatori. Il primo riguarda gli incassi al botteghino confrontati con il numero degli spettatori. E qui lOpera arriva al 32,1, contro, ad esempio, il 44,4 di Santa Cecilia e il 37,5 di Musica per Roma. Ma è il secondo e ultimo è quello decisivo. Qui lAgenzia per il controllo dei servizi misura il costo per ogni spettatore degli spettacoli dellOpera nel 2007. E si arriva a un conto esorbitante, un record in negativo che ha dellincredibile: il teatro lirico è di gran lunga il primo con 362,2 euro per spettatore. Cioè per ogni poltrona occupata si spende una cifra infinitamente più alta di ogni possibile biglietto. E il paragone con gli altri è impietoso: si va dai 31,9 del Palladium ai 45,6 della Casa del Jazz, per salire ai 63,8 di Musica per Roma, ai 90,3 di Santa Cecilia, fino ai 120,6 del Teatro di Roma. Forse per ripartire bisogna cominciare da qui.
ROMA - Opera, in scena la sinfonia dei debiti
L'Opera di Roma ha un bilancio in difficoltà. Nel 2007, il teatro lirico allestisce 164 serate di spettacoli accogliendo 174.887 spettatori, rispetto ai 273.734 potenziali. Gli incassi da biglietteria arrivano a 5.176.668 euro, mentre gli sponsor ne portano 445.564. I costi di promozione e comunicazione sono di 384.121 euro, e gli investimenti in conto capitale sono di 1.322.611 euro. Il personale, invece, assorbe la quasi totalità degli incassi, con 42.885.487 euro. Questo porta a un costo per ogni spettatore di 362,2 euro, un record in negativo.
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