L'APPELLO. Il Pd al sindaco: «Serve un intervento di riqualificazione» I residenti: «Situazione insostenibile, con ragazzini che si offrono ai clienti per fare sesso» I residenti tornano a protestare per il degrado nella zona del Lazzaretto e a farsene portavoce sono i consiglieri del Pd in circoscrizione e in Consiglio comunale. «Da troppo tempo», esclama Riccardo Delfanti, capogruppo Pd in settima circoscrizione, «la zona è una sorta di terra di nessuno, dove regnano l'illegalità, la prostituzione maschile e lo spaccio di droga». E denuncia: «Lo scorso novembre 350 cittadini avevano sottoscritto un appello al sindaco Tosi senza ricevere risposta, negli stessi giorni ho fatto presente il problema al prefetto Perla Stancari che ringrazio per la sensibilità dimostrata, ma finora non si sono notati miglioramenti». Ieri a Palazzo Barbieri, insieme a Delfanti e al consigliere comunale Carlo Pozzerle c'erano anche alcuni residenti di via Lazzaretto. «La situazione», dicono, «è insostenibile e si aggrava ancora di più durante la stagione estiva: il via vai di auto e di persone a piedi in cerca di sesso a pagamento o di droga comincia alle prime luci dell'alba, ma la cosa più inaccettabile è che ad offrirsi ai clienti fra le sterpaglie sono ragazzini stranieri e italiani di circa 14 o 15 anni che fanno finta di dedicarsi allo jogging o al motocross. E tutto nel disinteresse più totale, salvo qualche sporadico intervento delle forze dell'ordine». Il consigliere Pozzerle rilancia. «Il sindaco Tosi, così attento alle questioni della sicurezza, deve farsi carico del problema perché non esiste solo il centro storico e ciò che è stato fatto finora non è sufficiente. Non si capisce, inoltre, perché si continua a tollerare la prostituzione maschile». Lo scorso anno al Lazzaretto, che si trova nelle vicinanze del Pestrino, c'era stato un sopralluogo della commissione sicurezza di Palazzo Barbieri. «Ma ci vorrebbe un intervento di riqualificazione radicale per riconsegnare la zona agli abitanti», aggiunge Delfanti. Che ribadisce: «Serve il coinvolgimento di Soprintendenza e autorità militari poiché è evidente che gli eventuali ordigni bellici inesplosi non possono essere solo un problema del Comune di Verona». E suggerisce la costruzione di un nuovo ponte ciclo-pedonale sull'Adige per collegare il Lazzaretto al parco Buri, che si trova dalla parte opposta del fiume. La struttura del Lazzaretto, il cui progetto è attribuito al Sanmicheli, risale al 1548 e venne costruito per il ricovero degli appestati. Negli scorsi decenni il Comune, che ne è il proprietario, aveva eseguito alcune operazioni di bonifica. La zona ha poi subito un lento abbandono cui è seguito il degrado e la prostituzione a cielo aperto. E.S.