Completata la sistemazione della parte più precaria dell'edificio sacro in riva all'Adige Due restauratori e tre operai pronti a tornare all'opera per far rinascere gli affreschi dell'interno e del campanile Anno nuovo, vita nuova. Mai detto fu più veritiero per la chiesetta di Gaium, il gioiello di epoca medievale tra le rocce della Chiusa e l'Adige, che ha resistito a decenni di totale abbandono con la consapevolezza che, prima o poi, qualcuno si sarebbe preso cura di essa. E così è stato: grazie all'associazione culturale BaldoFestival che l'ha presa in cura, ai tanti volontari e professionisti che la circondano di attenzioni, al Comune di Rivoli che non molla l'osso e a certi preziosi contributi statali, oltre che ad alcuni gaiunesi che ne custodiscono i segreti e le chiavi, l'edificio sacro intitolato a San Michele Arcangelo sta tornando un poco alla volta al suo antico splendore. Sono terminati con successo prima delle festività di Natale i lavori di restauro e sistemazione del tetto. Il cantiere, sotto la guida dell'architetto Renzo Nicolis, ha quindi chiuso i battenti nei mesi più freddi dell'anno e tornerà a rimettersi in moto, con tre operai e due restauratori, non appena le temperature torneranno più favorevoli e permetteranno di mettere mano agli affreschi che decorano campanile e interni. Con il tetto nuovo e avvolta dalle impalcature come in un grande abbraccio, dunque, la chiesetta di Gaium si gode un momento di pausa e attende il disgelo per tornare a farsi bella. «Il programma prevede anzitutto alcuni interventi di consolidamento della struttura», spiega l'architetto Nicolis, che si è preso a cuore le sorti del complesso sacro in riva all'Adige e ha messo a disposizione la sua esperienza per pura passione. «Poi si passerà agli intonaci originali esterni e ai particolari lapidei, per arrivare all'interno e recuperare le parti affrescate. Un lavoro delicato e complesso, ma che renderà merito alla bellezza e ricchezza di particolari delle decorazioni». La pietra locale, i ciottoli di fiume, le bifore della cella campanaria: l'architetto Nicolis conosce a memoria e ammira ogni particolare di questa piccola chiesa, ne ha studiato la storia che parte dal lontano Medioevo e ha attraversato i secoli e le dominazioni. Eppure il San Cristoforo protettore di viandanti e navigatori è ancora lì, su un lato del campanile, a vegliare. «Lo sistemeremo per bene», promette Nicolis, che poi ricorda come tutto questo sia stato possibile «grazie all'impegno dei volontari di Baldo Festival, ai contributi concessi dall'assessore regionale Massimo Giorgetti e dalla Provincia di Verona, alla disponibilità del Comune di Rivoli e alla preziosa supervisione della Sovrintendenza con l'architetto Grazi». Procede così a gonfie vele il progetto multidisciplinare di recupero e valorizzazione studiato da BaldoFestival, al quale è stato dato avvio lo scorso anno con gli scavi archeologici guidati da Emanuela Compri e Luciano Pugliese, diretti dall'ispettrice Brunella Bruno della Sovrintendenza di Verona e coadiuvati da operai comunali. Scavi che hanno permesso di approfondire i passaggi della chiesetta nei secoli e che ora sono stati coperti.
RIVOLI. San Michele di Gaium ora ha un tetto nuovo
La chiesetta di Gaium, un edificio sacro medievale in riva all'Adige, è stata restaurata grazie all'associazione culturale BaldoFestival e al Comune di Rivoli. I lavori di restauro e sistemazione del tetto sono stati completati con successo prima delle festività di Natale. Il progetto prevede anche l'intervento di consolidamento della struttura, la ripristinazione degli intonaci originali esterni e la recuperazione delle parti affrescate. L'architetto Renzo Nicolis ha guidato il cantiere e ha promesso di sistemare il San Cristoforo, il protettore della chiesetta.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo