Chi si incammini nelle stradine rurali comprese tra la via Laurentina e Ardeatina può ancora oggi ammirare un territorio che conserva un'alta qualità paesaggistica, riconducibile ai tratti tipici del paesaggio agrario della Campagna Romana. Percorrendo queste strade è possibile, quindi, ancora oggi - come è stato nei secoli passati per i viaggiatori, illustri o semplici pellegrini, che si recavano nell'Urbe - godere dì una percezione continua delle variazioni del paesaggio agrario e dei suoi rapporti con gli insediamenti storici. La ragione del decreto del 25 gennaio corso con cui è stato dichiarato il notevole interesse pubblico paesaggistico di ampi compendi dell' Agro romano meridionale consiste proprio nella necessità di assicurare che la crescita e lo sviluppo della città di Roma non avvengano a scapito della qualità del suo territorio e con pregiudizio della sua identità paesaggistica - Si tratta di valori che non hanno una dimensione locale, ma riguardano l'intera collettività nazionale e, per certi aspetti, rappresentano un patrimonio dell'Umanità. La tutela di questi valori, purtroppo, non aveva ricevuto adeguato ascolto nella sede della nuova pianificazione paesaggistica regionale. La Regione ha adottato unilateralmente un nuovo piano paesaggistico, senza raccordo del Ministero e senza neanche esaminare nel merito centinaia di osservazioni e rilievi formulati all'epoca del ministro Rutelli. Il piano regionale, però, non è stato ancora approvato in via definitiva, e queste provvedimento di vincolo consentirà di riaprire la collaborazione istituzionale con la Regione, riportando la pianiflcazione sui binari propri della tutela del paesaggio e della qualità dello sviluppo territoriale. Sono convinto, infatti, che la tutela dei valori paesaggistici, proprio per la loro rilevanza oggettivamente nazionale universale, deve essere garantita dal concorso di tutti i livelli territoriali di governo che devono lavorare insieme secondo uno spirito di leale cooperazione per perseguire l'interesse generale. Questo precetto è imposto in primo luogo dalla logica e dal buon senso, e, comunque, è formalmente sancito dalla Costituzione, come più volte ribadito dalla Corte. Lo Stato ha e deve conservare un autonomo potere di intervento nell'interesse di tutti. Questo potere è espressamente previsto dal Codice dei ben culturali proprio per casi simili, in cui la pianificazione paesaggistica è mancata o non in funzionato, e la Regione, anziché ascoltare il Ministero, ha recepito passivamente le indicazioni urbanistiche del piano regolatore, redatto dalla vecchia amministrazione di centro-sinistra. In tal modo, però, è stata operata un'inversione logica e gerarchica degli strumenti. Secondo la Carta fondamentale è il piano regolatore comunale che deve obbedire al piano paesaggistico, e non il contrario. Il paesaggio, infatti, come forma identitaria del territorio, rappresenta in un certo senso la «Costituzione» del territorio stesso e, come tale, non è derogabile dai singoli strumenti urbanistici dei Comuni. Voglio anche precisare che il provvedimento di vincolo non è nato dal nulla, ma giunge al termine di una complessa attività istruttoria, che ha garantito la più ampia partecipazione. Alla fine di questo complesso lavoro sono state raggiunte soluzioni equilibrate, improntate a criteri di ragionevolezza, con lo scopo .di perseguire l'obiettivo della tutela senza per sacrificare le condivisibili esigenze di sviluppo della Capitale. Molti interventi potranno comunque essere realizzati con un'attenta rilocalizzazione volta a lasciare libere zone verdi per riqualificare quelle aree già in parte compromesse da insediamenti abusivi; altri interventi saranno possibili attraverso soluzioni rispettose dell'ambiente e della vita dei cittadini. Ecco quindi la ragione profonda dell'intervento: quella di porre l'accento sulla qualità dello sviluppo e di rendere questa crescita vera e durevole e, nello stesso tempo, di conservare il paesaggio romano e la sua storia, che ha fatto vibrare d'emozione grandi pittori ma anche milioni di turisti e semplici cittadini.
ROMA Quell'Agro Romano patrimonio dell'Umanità
Il Ministero ha dichiarato di interesse pubblico paesaggistico per ampi compendi dell'Agro romano meridionale, in quanto la crescita della città di Roma potrebbe compromettere la qualità del suo territorio e la sua identità paesaggistica. La Regione ha adottato unilateralmente un nuovo piano paesaggistico senza raccordo del Ministero e senza esaminare le osservazioni e rilievi formulati. Il provvedimento di vincolo consentirà di riaprire la collaborazione istituzionale con la Regione e di perseguire l'interesse generale. La tutela dei valori paesaggistici è garantita dal concorso di tutti i livelli territoriali di governo che devono lavorare insieme secondo uno spirito di leale cooperazione.
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Bene culturale
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