Palazzo Barberini ospiterà l'opera "Pasce oves meas" fino a domenica Festa grande a Palazzo Barberini per celebrare la riscoperta di un celebre capolavoro della pittura barocca che si credeva perduto. Si tratta di una gigantesca tela lunga oltre cinque metri dipinta da Giovan Battista Gaulli, detto il Baciccio che raffigura il sermone sugli agnelli che Gesù recita agli apostoli. Un'opera che gli storici dell'arte considerano una tappa chiave nell'evoluzione della pittura romana. Per la fama e la bellezza del quadro. E per l'importanza dell'autore, che, giunto a Roma giovanissimo attorno alla metà del Seicento, divenne sotto la guida di Bernini e nelle fila dell'Accademia di S.Luca il più originale e acclamato interprete dell'arte barocca. A lui si deve fra l'altro lo stupendo ciclo di affreschi, l' Adorazione nel nome di Gesù , che adorna la volta e la cupola della Chiesa del Gesù: incarico ottenuto grazie alla preziosa raccomandazione del Bernini. Il quadro Pasce oves meas, citato in numerosi inventari e riprodotto in due disegni d'epoca, era rimasto di proprietà della famiglia del pittore, passando, dopo la sua morte, prima al figlio Giulio e poi a sua figlia Marianna, che ne possedevano anche un piccolo bozzetto preparatorio. Poi nel Settecento se n'era persa traccia. A ritrovarlo dopo una paziente e lunga ricerca è stata la soprintendente di Cosenza Rossella Vodret. Lo ha rintracciato in un palazzo nobiliare di Vibo Valentia in Calabria, dove è probabilmente giunto, come tela d'arredo, quando Gioacchino Murat, re di Napoli e cognato di Napoleone, fece tappa a Vibo, scegliendo come sede quella dimora, nel corso della sfortunata spedizione per la conquista della Sicilia, che gli costò la vita. La tela restaurata con un intervento che ha rimosso patine e incrostazioni che offuscavano i colori, resterà in mostra nel museo romano fino al 18 luglio, per poi tornare in Calabria.
Il Baciccio ritrovato, capolavoro barocco
Il Palazzo Barberini ospiterà l'opera "Pasce oves meas" fino al 18 luglio. Questa tela barocca, dipinta da Giovan Battista Gaulli, detto il Baciccio, raffigura il sermone sugli agnelli di Gesù. L'opera è considerata una tappa importante nell'evoluzione della pittura romana. Il quadro è stato perso per secoli, ma è stato ritrovato in un palazzo nobiliare di Vibo Valentia in Calabria. È stato restaurato e sarà esposto al Palazzo Barberini. L'opera è stata scoperta grazie alla paziente ricerca della soprintendente di Cosenza Rossella Vodret. La tela sarà esposta fino al 18 luglio e poi tornerà in Calabria.
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