È polemica sulla scelta. Per il sindaco Alemanno sul galoppatoio militare "i vincoli non sono ostativi" Sulla zona del galoppatoio militare i paletti sono superabili e i vincoli che gravano non sono restrittivi Lintera area è un luogo delicato dal punto di vista idrografico, perché è situata nella valle del Tevere alla confluenza con lAniene Il Campidoglio, nelle parole del sindaco, promette «una grande attenzione allaspetto paesaggistico», precisando però che i vincoli istituiti nellarea di Tor di Quinto, dove dovrebbe sorgere il villaggio olimpico, «non sono ostativi». Si tratterebbe, secondo lassessore allUrbanistica del Comune, Marco Corsini, di «paletti superabili e vincoli non restrittivi». Eppure, ben due piani territoriali tutelano lintera zona per motivi archeologici, ambientali e paesaggistici. Innanzitutto, cè il piano territoriale paesistico della Valle del Tevere (il numero 158), redatto dalla Regione nel 2005. Un piano che identifica nelle zone Tpa 10 e Toc 11 zone specifiche di tutela dei margini, dei crinali e delle emergenze panoramiche e zone di tutela orientata al ripristino e alla valorizzazione dei sistemi storico-archeologici. «Poi - spiega Roberto Morassut, deputato Pd ed ex assessore allUrbanistica della giunta Veltroni - larea dellippodromo di Tor di Quinto rientra nei vincoli del piano territoriale paesistico regionale». In particolare, nella tavola A del piano si identifica la zona di Tor di Quinto come un paesaggio da tutelare per insediamento storico diffuso e indica il vincolo che si riferisce alla fascia di rispetto delle coste marine, lacunali e dei corsi dacqua. Insomma, oltre ai vincoli archeologici dati dalla presenza dellantica strada Flaminia e oltre al fatto che la zona ricade nellarea di confluenza dellAniene e del Tevere (una zona di golena e alluvionale), cè anche il fatto che lo stesso Ippodromo, che fa parte di unarea demaniale ad uso militare, è tutelato e vincolato come bene architettonico e monumentale (in passato il galoppatoio veniva usato dalla famiglia Savoia per le esercitazioni). «Lintera zona - precisa Roberto Morassut - è un luogo estremamente delicato dal punto di vista idrografico, perché oltre ad essere situato nella valle del Tevere e alla confluenza con lAniene, poco più a nord dellippodromo cè limmissione del Fosso della Crescenza, sulla riva destra del Tevere». Insomma, stando alle carte e alle indicazioni contenute nei piani di tutela, di vincoli da superare per la realizzazione del villaggio olimpico ce ne sarebbero davvero molti. «Sorprende - ammette il deputato Pd Roberto Morassut - che ogni volta che la giunta Alemanno propone un progetto, dai nuovi stadi della Roma e della Lazio al circuito della Formula 1, si cerca di andare sempre incontro ad una radicale revisione del sistema vincolistico e con estrema scioltezza si dice che si tratta di paletti superabili. In generale - prosegue Morassut - lidea del Comune dello sviluppo territoriale è estremamente confusa e la lite tra governo e Comune di fatto crea i presupposti per far saltare il piano regolatore della città». Inoltre, secondo lex assessore allUrbanistica della giunta Veltroni «nellarea di Tor di Quinto in non più di dieci ettari si arriverebbe a costruire quello che, dopo le Olimpiadi del 2020, diventerebbe un quartiere residenziale, con un impatto enorme, dal punto di vista della mobilità e della residenzialità, in un quadrante complicato dal punto di vista urbanistico». Per quanto riguarda, poi, la scelta di realizzare il villaggio olimpico nellarea dellIppodromo di Tor di Quinto, Morassut rileva come «sarebbe stato più opportuno progettarlo nellarea di Tor Vergata, consegnando così alla città una struttura che dopo le olimpiadi potrebbe essere utilizzata come campus universitario».