Prg da rivedere Alemanno: "Attenzione per i diritti già acquisiti" È un vincolo "vestito" quello del ministero Beni culturali che definisce di «notevole interesse pubblico paesaggistico ampi compendi dellAgro romano meridionale nellambito del Comune di Roma». Ma è un abito che va parecchio stretto sia ai costruttori sia agli amministratori locali. Lo strumento di tutela prevederebbe un taglio secco ai due milioni di metri cubi di cemento che si sarebbero dovuti riversare sui 5400 ettari dellarea compresa «tra le vie Laurentina e Ardeatina e, in senso Nord-Ovest - Sud-Est, tra la Cecchignola e il confine comunale meridionale costituito dalla strada provinciale Albano-Torvaianica, fino ad est dellArdeatina, verso la fascia pedemontana del vulcano laziale». Secondo le indiscrezioni ci sarà spazio invece per un milione di metri cubi, e basta. La nota tecnica che entra nel dettaglio del vincolo preparato a luglio dalla Soprintendenza statale ai beni architettonici e paesaggistici di Roma è nel computer della Direzione regionale del Lazio: la firma al decreto è del direttore Mario Lolli Ghetti. Ma nei prossimi giorni il dossier dovrebbe andare online sui portali del ministero. Si potrà così saperne di più del vincolo che ha spaventato Campidoglio e Associazione dei costruttori romani. «Prima di esprimere un giudizio bisogna fare una valutazione molto attenta di come il vincolo è stato corretto in base alle osservazioni» ha detto ieri il sindaco Alemanno, facendo eco al presidente dellAcer Eugenio Batelli. Ma poi il primo cittadino ha annunciato che dopo lanalisi «prenderemo una posizione molto netta e definita perché vogliamo che ognuno si prenda le proprie responsabilità. Qualsiasi correzione rispetto al piano regolatore approvato dalla giunta Veltroni, e non dalla nostra, rappresenta comunque un problema di diritti acquisiti che vengono violati». Certo, il Piano regolatore generale del 2008 va rivisto. Il vincolo del ministero - che ha ricevuto il plauso dellopposizione attraverso il vice presidente della commissione Ambiente Athos De Luca, e che è passato dopo lanalisi (una per una) delle più di novanta controdeduzioni - in realtà non prevede nessuna barricata nei confronti degli edili. Neanche nella zona centrale, dove lidentità paesaggistica è più integra. Mentre nelle parti più vicine al Gra e ai quartieri storici della periferia, le compensazioni ottenute dai costruttori romani non vengono toccate (cantieri e progetti insomma vanno avanti) nel cuore antico dellAgro romano il vincolo è più stringente. Ma permette comunque agli imprenditori agricoli presenti di espandersi, anche attraverso nuove costruzioni, a patto che rispettino lambiente e precise norme edilizie. Ed è in questo senso che - spiegano gli architetti del ministero - il «vincolo è "vestito"», come ha detto laltro ieri il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro. Diversamente dagli strumenti di tutela del paesaggio messi a punto in passato, quello sullAgro romano ha una visione globale che fornisce anche un corpus di norme dettagliate, strumenti che ne permettono in ogni momento lattuazione e la difesa.