È una battaglia di posizione e viene combattuta quotidianamente utilizzano quando armi di carattere squisitamente politico, quando ricorsi al potere giudiziario. Tra la giunta regionale di Nichi Vendola, appena ricandidato alla presidenza, e il governo di centrodestra nel quale milita l'ex governatore (ora ministro Raffaele Fitto) è tutto uno stillicidio di colpi. Uno degli strumenti più ricorrenti negli ultimi mesi è il ricorso alla Corte costituzionale. Oggi, ad esempio, davanti ai giudici della Consulta finiscono due leggi della Puglia, le numero 25 e 31 del 2008, entrambe relative alle procedure di autorizzazione per l'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili (eolico, fotovoltaico, biomasse). Formalmente, in particolare sulla legge 31, è eccepito lo scantonamento della Regione in competenze statali in materia di libera concorrenza sul mercato dell'energia. Ma il cuore della questione riguarda la possibilità di insediarsi (e come) all'interno di aree protette, parchi nazionali, Siti di interesse comunitario (Sic) e Zone di protezione speciale. Su questo tema, l'ente parco nazionale dell'Alta Murgia ha sostenuto un vero e proprio braccio di ferro, giungendo in alcuni casi a invocare e ottenere l'intervento della magistratura ordinaria (ci sono state anche alcune pronunce della Corte di Cassazione, sia pure in fase cautelare e quindi non ancora definitive) contro la violazione di meccanismi di tutela della flora e della fauna selvatica così come individuati dalle direttive dell'Unione europea. Il contrasto sulla valutazione della compatibilità tra impianti per la produzione di energia e aree di particolare pregio naturalistico e paesaggistico si risolve in una visione più o meno cautelare. Ma troppo spesso si dimentica che il mancato rispetto delle direttive comunitarie ha prodotto negli anni scorsi minacce di procedure di infrazione (con conseguenti multe) a carico della nostra regione. E quindi il quadro delle cautele non è capotico, ma discende da meccanismi previsti dall'Ue. In questo dibattito emerge peraltro chiara la posizione di un organismo periferico dello Stato, la direzione regionale per i beni culturali e Paesaggistici della Puglia. In una lettera dei giorni scorsi, il direttore Ruggero Martines sottolinea come gli impianti eolici e fotovoltaici (ritenuti «incompatibili con centri storici e aree di coltivo tipiche della Puglia»), «se da un lato producono energie rinnovabili, stanno producendo un grave detrimento a un bene che rinnovabile non è: il paesaggio». 26 Gennaio 2010
Regione Puglia dichiara guerra al governo su eolico
La giunta regionale di Nichi Vendola e il governo di centrodestra hanno iniziato una battaglia di posizione su due leggi della Puglia relative alle procedure di autorizzazione per l'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. La Consulta ha ricevuto due ricorsi, uno per la legge 25 e l'altro per la legge 31, entrambe relative alle procedure di autorizzazione per l'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. La questione riguarda la possibilità di insediarsi all'interno di aree protette, parchi nazionali, Siti di interesse comunitario e Zone di protezione speciale.
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