Preoccupazione a Seggiano per un progetto di cui si parla: «Potentino deve essere tutelato» Savelli tranquillizza: «Puntiamo sul turismo, ma il paesaggio è una risorsa» Nel piano regolatore sono previste comunque varie strutture Dopo il progetto di un possibile complesso termale a Seggiano, che se concretizzato potrebbe diventare il volano dello sviluppo turistico, circola fra la gente la notizia che potrebbero essere costruiti o ristrutturati vari alberghi rurali, nel territorio comunale. Il piano strutturale recentemente approvato dal governo Rossi, indica chiaramente che lo sforzo del Comune scommette sul turismo e indica la chance degli alberghi di campagna. Ma la notizia che una di queste costruzioni a fini recettivi, di 50 camere, dovrebbe sorgere proprio dirimpetto al Castello di Potentino, nell'area in cui si trova il podere Bugnanese, ha scatenato non poche alzate di scudi. Una zona all'attenzione dell'Amministrazione che vi ha previsto anche un intervento viario assai soft, come è giusto: si legge, infatti, nel Piano strutturale di Seggiano: «Potenziamento della strada vicinale che attraverso il Castello di Potentino e il podere Poggiarello raggiunge il torrente Ente e da qui il vicino abitato di Montegiovi (Comune di Casteldelpiano), quale percorso alternativo di collegamento tra il territorio delle valli seggianesi e la provinciale del Cipressino». Dunque l'eventuale presenza di una struttura alberghiera nella zona in questione, fra le più pregiate nel comune di Seggiano, se non la più pregiata, ha fatto sobbalzare i numerosi residenti in quell'area, molti dei quali stranieri, ma che da decine di anni abitano la valle degli olivi e dei vigneti e ne apprezzano l'ambiente incontaminato e il paesaggio. Si fa notare che il Castello di Potentino, acquistato dalla famiglia Greene e oggi centro di iniziative culturali e turistiche, è definito dalla stessa amministrazione comunale «caposaldo principale della riorganizzazione, dell'immagine e della storia del territorio rurale delle valli». E a lungo e più volte lo stesso piano sottolinea la necessità di non intaccare le relazioni storicizzate del castello con la campagna circostante. Nulla da eccepire, si osserva da parte dei residenti nella valle di Potentino, contro il turismo rurale e i cosiddetti alberghi di campagna, ma la posizione di questo albergo di cui si vocifera, avrebbe nella zona un impatto anche culturale troppo violento. «Il Castello e le abitazioni circostanti - fanno notare i residenti - sono in piena sintonia con la storia del luogo. Agricoltura tradizionale, assenza di inquinamento, e soprattutto un pezzo di storia ancora miracolosamente intatta. Non esiste un paesaggio del genere in tutta l'Amiata e bisogna agire delicatamente per non alterare i segni lasciati dall'uomo e dalla natura nei secoli passati». Per cui, avere dirimpetto un albergo moderno, appare a molti uno strappo al paesaggio. Di questa polemica in corso, abbiamo chiesto lumi al consigliere comunale di maggioranza Simone Savelli, il quale spiega che il regolamento urbanistico comunale è ancora in fase di preparazione e specifica: «La scorsa primavera, avevamo lanciato un bando dove si chiedevano contributi di idee per gli alberghi rurali. Se la giunta le avesse ritenute idonee le avrebbe inserite nel Regolamento urbanistico. Abbiamo ricevuto, spiega Savelli, 7 proposte, fra cui quella del Podere Bugnanese, che comunque non era in linea coi parametri e i requisiti necessari e abbiamo richiesto modifiche e integrazioni. La Giunta non si è ancora espressa su alcuna delle proposte, a parte il caso delle Casacce dove c'è già un resort storico, per cui è stato dato parere positivo. Quindi è ancora tutto da verificare, ma posso tranquillizzare gli abitanti della zona di Potentino, perché questa Amministrazione andrà a decidere coi piedi di piombo, poichè ritiene che il Castello e le campagne circostanti siano da salvaguardare, che l'ambiente, il paesaggio, le prospettive, le vedute della vallata del castello, siano beni davvero unici e insostituibili per il territorio».