Restauro I frati sfrattano Iscr, addio a sede storica di Brandi Roma, 26 gen (Velino) - Saranno pure frati Minimi e Poveri, ma assolutamente irremovibili. Tanto da costringere l'Istituto superiore per la conservazione e il restauro (Iscr) al trasloco forzato e ad abbandonare la sua sede storica, dove si trova da oltre 70 anni. Lo sfratto esecutivo dell'organismo fondato da Cesare Brandi nel 1939 è previsto per la fine del mese di febbraio. Motivo: il canone di locazione è scaduto e i frati, proprietari dell'immobile di piazza san Francesco di Paola, non intendono rinnovarlo. A nulla è valsa la proposta del ministero dei Beni culturali di restaurare, a titolo gratuito, l'adiacente chiesa dell'ordine, cadente e chiusa da anni. Un intervento che da solo varrebbe cinque milioni di euro, a fronte di un canone annuale di 250 mila euro. E a nulla è valsa neppure la richiesta di attendere tre anni, quanti ne servono perché venga completata la ristrutturazione dell'ex carcere femminile del complesso monumentale di san Michele, che dovrebbe accogliere l'Iscr. I frati l'immobile lo vogliono subito. A quale fine non è dato sapere, anche se tanta fretta - dopo 70 anni di locazione allo Stato - pare indizio di un progetto alternativo già in corso d'opera e molto rimunerativo. Adesso, così, l'Istituto dovrà affrontare un trasferimento traumatico. Il problema è che la sede alternativa non c'è ancora. Il complesso storico di Trastevere non sarà pronto prima del 2013 e gli spazi che il direttore generale ai Beni storico-artistici del Mibac, Roberto Cecchi, sta cercando di mettere a disposizione sono insufficienti. Si tratta di un'area dietro al salone delle Navi, con affaccio sul lungotevere: una grande sala attualmente utilizzata per le mostre, che dovrebbe diventare un open space e una serie di stanze circostanti per gli uffici e il personale. Troppo poco per i cinquemila metri quadrati di laboratori scientifici dell'istituto (chimici, biologici, per le prove sui materiali, camere climatiche), la cui attività dovrà inevitabilmente fermarsi. Le indagini sull'"Annunciazione" del Caravaggio conosceranno quindi un inevitabile stop, proprio come la verifica della corrosione dei Bronzi di Riace, la revisione della Madonna di Collemaggio e il "Transito di san Giuseppe" (anch'esso proveniente dall'Aquila), solo per citare alcuni dei lavori più delicati su cui l'Iscr sta intervenendo. "Quello che sta avvenendo è davvero mortificante, è un po'come essere buttati per strada - afferma al VELINO la direttrice dell'Istituto, Gisella Capponi -. Eravamo tutti convinti che la trattativa coi frati sarebbe andata a buon fine, anche perché in fin dei conti chiedevamo solo quattro anni ancora, giusto per evitare un trasferimento coatto e le spese conseguenti. Senza contare i cospicui investimenti di carattere economico per la conservazione, l'ammodernamento tecnologico di ambienti e impianti realizzati nel corso del tempo: negli anni '80, per esempio, lo stabile era pericolante e fu lo Stato a realizzare a proprie spese le costose operazioni di consolidamento e la messa a norma dell'edifico". La vicenda dello sfratto si trascina avanti dal 2001, quando scadde il contratto di locazione coi Frati Minimi. Siccome fin dagli anni '70 era stato ipotizzato il trasferimento della sede di piazza San Francesco di Paola al San Michele, dove si trovano quattromila mq di laboratori dedicati prettamente al restauro, per riunificare l'istituto, le lungaggini per il rinnovo spinsero la proprietà a far sì che quello fosse l'ultimo. Decisione su cui influirono, a quanto sembra, anche i contrasti per la mancata corresponsione di un adeguamento Istat, pari a circa 40 mila euro. Così, quando a dicembre 2008 il Mibac ha chiesto la proroga, ha ricevuto il diniego dei paolotti. La trattativa è andata avanti fino allo scorso novembre (sul piatto il Collegio romano aveva messo anche il restauro gratuito della chiesa san Francesco di Paola), ma senza risultato. Una decisione che ha colto di sorpresa lo stesso ministero, visto che nessuno aveva mai pensato di vincolare l'immobile, come pure sarebbe stato possibile. Intanto al San Michele gli inquilini sono divenuti più numerosi: fra i carabinieri della Tutela patrimonio culturale, direzione generale per il Paesaggio, direzione regionale del Lazio, soprintendenza, Istituto centrale per il catalogo e i lavori in carcere nell'ex carcere femminile, gli spazi per l'Iscr sono sempre più risicati. "E in questo modo non potremo ampliare la nostra offerta, come ci viene spesso richiesto", aggiunge Capponi. Domani il segretario generale del ministero, Giuseppe Proietti, dovrebbe incontrare le rappresentanze sindacali per rendere noto l'evoluzione della vicenda. I lavoratori, intanto, hanno scritto una lettera aperta per chiedere un intervento del Capo dello Stato. (Paolo Fantauzzi) 26 gen 2010 18:16 IL VELINO