I reperti archeologici trovati quest'estate nel cortile del Castello sono stati ricoperti da un telo e da uno strato di terra. Il direttore dei lavori del recupero del Maschio, l'architetto Carlo Tura, di Bologna, spiega: «Non ci sono i fondi, adesso, per valorizzarli». L'architetto Tura, ieri, assieme al responsabile della comunicazione del Comune, Mario Cantella, ha organizzato una visita guidata all'interno del cantiere aperto per il recupero del Maschio del Castello. E la partenza è stata proprio lo scavo davanti al Maschio: «Il ritrovamento delle mura è stata una sor presa per tutti spiega Tu ra perché dai documenti, dalle planimetrie, non si vedevano. Lì, davanti al Maschio, avremmo dovuto posizionare un impianto interrato, ma alle prime tracce di muratura ci siamo fermati e abbiamo chiamato la Sovrintendenza. Con l'aiuto di un archeologo abbiamo scoperto che si trattava di una camera in collegamento con le mura del Castello». Il ritrovamento viene fatto risalire al 1.100 circa. «Si tratta di una stanza di misura regolare, con muri spessi sottolinea. Sotto c'è qualcos'altro, e probabilmente sopra era stato realizzato un fabbricato poi raso al suolo, probabilmente una fortificazione». Nei lavori di restauro per l'allestimento dei locali che ospiteranno le biblioteche, il Castello sta svelando gradualmente altri segreti inesplorati. «E' un ritrovamento molto importante fa notare il direttore dei lavori ma l'approfondimento archelogico richiede l'investimento di fondi che, al momento, non ci sono. Non è un problema solo vigevanese, accade anche in altre parti d'Italia. Con la Sovrintendenza abbiamo deciso quindi di aspettare tempi migliori per valorizzare questo ritrovamento, che adesso è stato catalogato, coperto con uno strato di tessuto non tessuto e di terra». In attesa, spiega l'architetto bolognese, che ci siano i soldi per far riaffiorare una seconda volta quel che era stato sepolto dalla storia e che era stato ritrovato. «Certo non è bello dover nascondere un ritrovamento importante, perché sarebbe affascinante per i turisti vedere questo scavo archeologico spiega l'assessore al turismo, Luigi Sampietro. Spiace, ma ci sono passaggi obbligati e adesso si è scelto il minore dei mali: così si protegge lo scavo, poi si interverrà quando arriveranno tempi migliori. Sarà una priorità riportarlo alla luce». I locali del Maschio del Castello che ospiteranno la biblioteca civica «Mastronardi» e la biblioteca dei ragazzi «Cordone» saranno pronti per il mese di aprile 2011.