La parte della ricostruzione che finora coinvolge maggiormente le imprese locali è l'attività di messa in sicurezza degli edifici tutelati. Nell'elenco delle 85 ditte che stanno lavorando a puntellamenti e demolizioni nei centri storici dell'Aquila e delle frazioni «la maggioranza sono aquilane spiega il vice-presidente dell'Aiice L'Aquila Barattelli ove risultano imprese esterne, sono spesso in Ati con un'impresa della provincia». Il recupero dei centri storici resta la sfida più difficile alla ricostruzione. La messa in sicurezza è ancora in corso: «Le schedature degli edifici tutelati, 2.000 tra pubblici e privati, sono completate. Contiamo di finire i puntellamenti in 3, massimo 4 mesi spiega l'ingegnere Luciano Marchetti, vicecommissario delegato al recupero dei beni culturali. Solo dopo si potrà accedere agli edifici per fare i progetti e procedere alla ricostruzione vera e propria». «L'inagibilità varia secondo le zone spiega ancora all'Aquila è molto elevata: su 435 edifici ben 365 sono inagibili cioè oltre il 50, e di questi circa 180 sono stati puntellati, dunque siamo al 60 degli interventi di messa in sicurezza, finora operati dai vigili del fuoco. A breve appalteremo con imprese private per procedere rapidamente con le coperture. Per gli edifici civili, di cui si occupano i Comuni, siamo a un 40». Tra gli ostacoli che impediscono di procedere speditamente sul fronte dei beni culturali Marchetti annovera innanzitutto la dimensione della catastrofe, «difficilmente paragonabile a qualsiasi altra. Ci sono poi difficoltà di coordinamento nell' installazione dei cantieri, che si intralciano uno con l'altro. Infine scarseggiano le risorse umane le ordinanze prevedono che utilizziamo personale delle sovrintendenze, ma è già oberato di lavoro ordinario. Andando avanti serviranno sempre più tecnici». Riguardo alle adozioni internazionali, tra i 45 monumenti della lista sfilata dal Presidente del Consiglio durante il G8, sono pochi quelli che hanno trovato famiglia : «Tra stranieri e associazioni italiane si sono concretizzate solo una decina di sponsorizzazioni. In totale, finora, attraverso le adozioni arriviamo a poco più di 30 milioni di euro; ma se ne stanno concretizzando altre». - Per quanto attiene al lato economico Marchetti conferma, la stima iniziale di tre miliardi di euro e dieci anni per recuperare l'intero patrimonio storico dell'Aquila. I fondi disponibili finora ammontano a circa 38 milioni: 20 stanziati dalla Protezione civile, 2 dai fondi ordinari del ministero dei Beni culturali, 4 di fondi Fas, 5 dai poli museali e 12 dalla Cei per il progetto Una chiesa per Natale. «Finora precisa Marchetti i fondi sono stati sufficienti, nel senso che oltre un certo limite non riusciremmo nemmeno a spenderli per una questione di logistica dei cantieri». - «Siamo moderatamente soddisfatti conclude Marchetti tracciando un bilancio dell' attività svolta finora ma si poteva fare di più e meglio». E sugli obiettivi per il 2010 aggiunge: «Come primo intervento completeremo la chiesa delle Anime Sante (60 milioni il primo lotto), che la Francia finanzia al 50».