«Il museo Madre? Famelico, espressione del regime clientelare e di una cultura accentratrice da politburo». A parlare è Vincenzo Pepe, presidente della Fondazione Giambattista Vico. Insieme con i rappresentanti dei 220 musei campani sarà oggi in piazza contro le politiche culturali del governatore Antonio Bassolino che, nel bilancio del 2009, su 3.650.000 euro destina ben 3 milioni al Madre (182 dei fondi), mentre quel che resta se lo devono spartire tutte le altre strutture gestite da enti locali e da privati. Secondo una stima di Palazzo Santa Lucia sarebbero 220 le strutture, ma al censimento hanno, per ora, risposto solo 140 musei. Nel 2008 107 hanno fatto domanda per ottenere il contributo, di questi solo 82 sono stati ritenuti idonei perché rispondono ai requisiti della legge 12. Nel 2009 se ne sono aggiunte altre 37, di queste, 5 sono in attesa di essere promosse. La situazione è drammatica: molti rischiano di chiudere. «Con questi soldi non pagano neanche l'energia elettrica», dice Olimpia de Simone, coordinatrice regionale di Icom-Italia, l'organismo dell'Unesco che si occupa dei musei. Edoardo Cicelyn replica che i finanziamenti al Madre non sono così tanti come viene denunciato ed è pronto a presentare i bilanci per dimostrarlo. «Il problema non è questo - spiega la de Simone - la sostanza è la quantità di risorse destinate al palazzo di via Settembrini e agli altri musei. La sproporzione è enorme. Basti pensare che al Madre vanno pure i fondi Pon. Oggi dopo una riunione presso la fondazione Giambattista Vico, nella chiesa di San Gennaro dell'Olmo ai Decumani (dove il filosofo napoletano fu battezzato), ci sarà una manifestazione di protesta proprio davanti al Madre. «Il problema non è l'arte contemporanea che va bene - spiega Pepe - ma il divario abissale tra i fondi che essa intercetta e quelli che rimangono per l'arte degli altri secoli. I piccoli musei riconosciuti hanno il merito di dirottare turismo nelle zone interne o costiere. E lo fanno con sforzi enormi come noi a Vatolla. Eppure nel cuore del Cilento riusciamo a far venire 30mila persone all'anno. Evidentemente siamo figli di una 'Madre' minore». La cosa non è passata inosservata. Il deputato del Pdl, Amedeo Laboccetta, ha definito «scandaloso» l'atteggiamento «discriminatorio» nei confronti dei musei. «Ormai non c'è più da meravigliarsi per l'operato di questa giunta regionale. Ma sull'utilizzo di questi fondi presenterà certamente un'interpellanza parlamentare». «Qualcuno ci dica quanto e a chi sono stati destinati i fondi destinati alla cultura della Regione Campania e del Comune di Napoli - dice, dal canto suo, Raffaele Ambrosino, consigliere comunale del Pdl -. Se è vero che Parte va sostenuta, è anche vero che non si puà consentire a qualcuno di decidere quale museo vive e quale, invece, muore. Quale arte va sostenuta e quale avversata. Specialmente se le sproporzioni, come sembra, sono così gigantesche. Ho scritto al presidente della commissione Cultura del consiglio comunale, affinché convochi una riunione urgente con i rappresentanti dei musei cittadini e regionali per istituzionalizzare la loro protesta. spero che qualche collega della regione campania faccia lo stesso». «Il Madre oramai terra di tutti tranne che della cultura - dice Sergio Angrisano , segretario regionale del Cnai-Turismo -. Eppure, i fallimenti, e le pessime figure d'immagine collezionate sono molte ed anche molto onerose per la comunità, vanno dalle discoteche interne allo sperpero di oltre 500mila euro per le mongolfiere di piazza del Plebiscito, installate e subito eliminate perché insicure e inadatte alla piazza. Chi restituirà ai contribuenti questo denaro?».