Tre manifestazioni dedicate al restauro, a Ferrara, Firenze e Venezia, sono tante. E in futuro si prevede che ne debba rimanere solo una, con valenza internazionale. Quindi occorre attrezzarsi se si vuole far sopravvivere l'evento. A lanciare il segnale d'allarme è stato direttamente Giorgio Resca. Il direttore generale del ministero dei Beni culturali lo avrebbe affermato durante un tavolo di lavoro con i responsabili di settore. Un segnale che Ferrara Fiere, che organizza l'evento estense, e il Comune di Ferrara hanno subito colto, mobiitandosi per fare in modo che il Salone del restauro che si tiene in città - quest'anno l'evento, alla diciassettesima edizione, è già programmato dal 24 al 27 marzo - non corra rischi nei confronti di due competitor come Firenze e Venezia. «Certo - spiega Nicola Zanardi, presidente di Ferrara Fiere - siamo di fronte a una prova impegnativa. Per mantenere la manifestazione, confrontandosi con due città del calibro di Firenze e Venezia, occorre che la proposta che darà la città sia importante. Firenze sta già 'copiando' il nostro modulo. E Ferrara dovrà quanto meno vestirsi a festa e dare segnali importanti di vitalità per poter continuare sulla sua strada. Serve, insomma, un impegno collettivo, perchè il ministero non andrà solo dove c'è la maggiore tradizione (e Ferrara è stata la prima a dare vita al Salone del restauro) ma anche dove troverà risposte concrete». Da qui anche il coinvolgimento previsto di tutta la città come sede di esposizione e di laboratorio. E anche il Comune si sta muovendo proprio per fare in modo che la manifestazione, al momento difendibile non debba correre rischi in futuro, perchè, come rileva Sauro Baraldi, ex dirigente Cisl e attento osservatore dell'economia del territorio, che in questi giorni ha chiesto massima attenzione per sostenere la manifestazione, «il Salone del restauro deve essere momento per lo sviluppo della città e della provincia e serve una azione unitaria per definire scelte concrete». E su questo fronte il Comune si è subito posto il problema di come intervenire per mantenere una manifestazione di alto livello. «Abbiamo avuto alcuni incontri - spiega il vicesindaco Massimo Maisto, che ha la delega alla cultura - e breve insieme a Ferrara Fiera definiremo un programma collaterale di iniziative che si svolgeranno in città per rafforzare la visibiità, l'autorevolezza e la capacità di aggregare che ha il salone del restauro. Iniziative che saranno in centro e nella Fiera, perchè con il Salone del restauro si spazia a 360 gradi nella cultura».