La Puglia manda in Vas il progetto del nuovo piano paesaggistico regionale. Ma c'è il rischio che a fine mese, quando la valutazione ambientale strategica sarà terminata e il piano verrà adottato, l'iter si blocchi: la Regione, infatti, ha sottoscritto il protocollo preliminare nel 2007 ma non ha ancora ottenuto l'assenso definitivo dai Beni culturali che, secondo il codice Urbani, è indispensabile per l'approvazione. E a metà marzo si vota: se la Regione cambia colore, dunque, l'iter rischia di essere rallentato. «Lo schema di piano dice l'assessore regionale al Territorio, Angela Barbanente è stato trasmesso al Ministero a ottobre, ma non abbiamo ancora ricevuto risposta. Abbiamo l'impressione che non intendano muoversi prima delle elezioni. Quanto al fischio di azzeramento del piano, la parte scientifica contiene approfondimenti tecnici rilevantissimi. Disperderli sarebbe una follia». ll problema pratico, però, è rilevante: anche perché (si veda «Edilizia e Territorio» n. 1) dal 1 gennaio la gran parte dei 258 Comuni pugliesi non ha più titolo a rilasciare il nulla osta paesaggistico, per il quale è diventato vincolante il parere delle Soprintendenze. Che diventerà obbligatorio, ma non vincolante, soltanto al momento dell'approvazione del piano paesaggistico adeguato - al codice Urbani. Nel leccese la situazione è particolarmente grave, visto che solo 12 Comuni su 97 hanno i requisiti per rilasciare i nulla osta (hanno costituito una commissione ad hoc): tanto che la Provincia sta studiando la possibilità di costituire una propria commissione a uso delle amministrazioni comunali più piccole. Tornando al progetto di piano paesaggistico, rispetto, allo schema presentato lo scorso anno, le novità, sono diverse. La commissione guidata dal professor Alberto Magnaghi (Università di Firenze) ha definito l'apparato normativo e (soprattutto) ha completato gli ambiti di tutela. Rispetto al piano in vigore (il PurtP) la novità principale è che nel nuovo Pptr non sono stati esclusi i territori costruiti, ma anzi è stata data una forte accelerata verso la riqualificazione. Anche il sistema dei vincoli è totalmente nuovo e sono state aggiunte le regole per le trasformazioni (una sorta di buone pratiche) e una serie di progetti sperimentali che spiega la Barbanente «daranno una traccia agli enti locali»: un progetto di parco agricolo multifunzionale, un esempio di recupero di una cava, un esempio di turismo sostenibile nelle aree interne ecc. C'è poi il problema dell'adeguamento dei Prg al Pptr: in moltissimi casi (vedi Bari) il Prg non è stato adeguato nemmeno al Putt. «Per chi ha già fatto l'adeguamento al Putt è prevista una - procedura semplificata che permetterà di non buttar via il lavoro già fatto».