La senatrice Bossa interroga il ministro: si mette la sordina a un evento incredibile Una interrogazione urgente al ministro dei Beni culturali Bondi «sull'incredibile crollo di una gru avvenuto il 18 gennaio negli Scavi di Pompei, che avrebbe danneggiato reperti archeologici e affreschi»; a proporla è stata Luisa Bossa, deputata Pd ed ex sindaco di Ercolano. «Si sta cercando di mettere la sordina ad un evento incredibile - dice Bossa - da fonti riservate ho saputo che il crollo sarebbe stato causato da lavori frettolosi alla casa dei casti amanti, ordinati dal commissario Fiori, vice di Guido Bertolaso alla Protezione civile, in vista di una imminente visita del presidente del Consiglio Berlusconi. La gru utilizzata per i lavori sarebbe stata posizionata male, su una superficie non idonea, un terreno friabile che sotto la pioggia, ha ceduto facendo crollare trenta metri di muro antico in prossimità di via dell'Abbondanza, causando danni gravi a resti archeologici ed affreschi». Dagli Scavi negano il danneggiamento di affreschi ma l'archeologo Antonio Varone, attuale direttore dell'area archeologica, spiega: «Nei giorni scorsi c'è stato un piccolo smottamento che non ha causato danni significativi; a causa delle forti piogge è infatti franato un terreno nell'insula adiacente a quella della Casa dei casti amanti, con il conseguente crollo di alcuni metri di un muro perimetrale dove non vi erano affreschi. Siamo comunque intervenuti subito, proprio grazie all'operatività del cantiere». Anzi il commissario straordinario Marcello Fiori rilancia annunciando che nuove meraviglie affiorano proprio dalla Casa dei casti amanti e grazie al cantiere di scavo «trasparente» già dal mese di febbraio i visitatori potranno assistere «in diretta al lavoro degli archeologi e dei restauratori: dopo dieci anni di abbandono e chiusura forzata», spiega Fiori. E aggiunge: «E un cantiere al quale teniamo molto basti pensare che gli scavi iniziarono nell'87». Tra le ultime scoperte degli archeologi al lavoro, quella relativa alla cisterna che dava acqua alla panetteria e importanti riscontri relativi ai lavori che poco prima dell'eruzione i pompeiani stavano compiendo per riparare i danni di un recente terremoto. «Questo dimostra come la società pompeiana fosse viva e attiva nel momento della tragedia», conclude l'archeologo Varone. Ma le rassicurazioni della dirigenza degli Scavi non bastano a bloccare la polemica. Gianfranco Cerasoli, segretario generale Uil-Beni culturali, in un comunicato punta alla gestione complessiva del patrimonio: «Le aree archeologiche sono, ormai di competenza della Protezione civile che lavora con i suoi sistemi». Come? «Gli operai, su ordine del commissario, lavorano fino a tarda notte e anche di sabato e domenica per ultimare i lavori entro la data di inaugurazione del teatro San Carlo quando pare il presidente Napolitano verrà a visitare gli Scavi». Cerasoli parla anche di giallo delle date in cui il crollo si sarebbe verificato: «Il fatto è accaduto il 13 gennaio». Il sindacalista cita anche un provvedimento di somma urgenza «per l'eliminazione del pericolo per la pubblica incolumità e per i beni archeologici dovuto allo smottamento verificatosi presso la scarpata che delimita ad ovest il vicolo tra le insule 11 e 12 della Regio IX per un importo di 2OOmila euro». In campo anche Italia Nostra che sottolinea «la presenza di un clima di omertà che preoccupa tanto quanto il gravissimo episodio di mancata tutela». Già da tempo l'associazione «denuncia con forza le distorsioni che la pratica dei commissariamenti provoca al sistema della tutela del nostro patrimonio».