L'arte antica la conosce, l'arte in cui è si specializzato è quella della polemica, meglio se violenta e offensiva. E nell'arte contemporanea, di cui non è specialista, Vittorio Sgarbi ha da ieri un potere con pochi eguali nella penisola: dirigerà lui il Padiglione Italia della Biennale 2011 e vigilerà lui sull'acquisto delle opere del museo Maxxi di Roma che in primavera apre al pubblico. Un doppio incarico per il critico che difese Berlusconi dalla magistratura crudele, che ieri attaccava Alemanno per aver lasciato intatta la teca di Meier all'Ara Pacis, che ama la parte dell'uomo fuori dal sistema e dai poteri e dalla politica quando in questo mondo sguazza come un pesce nell'acqua. Lo ha nominato il ministro Bondi e a Venezia Sgarbi porterà in dote pittura e scultura, c'è da giurarci: il suo attracco segna un passo oltre il duo esplicitamente di destra di Luca Beatrice e Beatrice Buscaroli che nell'edizione 2009 ha apparecchiato una mostra italiana senza nerbo né un autentico carattere. Il polemista nel 94 lasciò il ministero perché accusato di assenteismo, nel 2002, da sottosegretario, per scontri con l'allora ministro Urbani. Chissà se interpreterà ancora l'uomo inascoltato e senza poteri.