Il fronte del no teme l'impatto ambientale e acustico L'assordante rombo dei bolidi da corsa, l'inquinamento prodotto dai gas di scarico, il timore di essere investiti dal traffico e dall'avanzata del cemento. Il fronte del no alla Formula Uno va oltre I'Eur: vede in pista comitati cittadini, associazioni ambientaliste ed esponenti di partito. Il Gp rientra, infatti, in un progetto di riqualificazione del quadrante, dai tratti ancora non ben definiti, che, si teme, potrebbe consegnare ai suoi residenti un quartiere ridisegnato dagli interessi privati. Sulle barricate il comitato Salute e Ambiente dell'Eur: «Il circuito cittadino avrà sul quartiere un impatto ambientale e acustico irrimediabile - dice Cristina Lattanzi -. Non sappiamo nulla sulla sostenibilità del progetto: quali saranno i costi che dovremo sopportare in cambio dei presunti benefici? Ci è stato detto che il Comune dovrà investire tra i 25-30milioni per opere viarie. Tra queste, il raddoppio del sottopasso nei pressi delle Tre Fontane. Un'opera inutile: lì non c'è mai stato un ingorgo. Senza contare le nuove cubature previste per i box, le tribune e l'area ospitalità». E' possibilista Jocelyne Amato, del comitato di quartiere Eur. «Tra la Nuvola di Fucksas, l'acquario, il velodromo e le torri, il quartiere rischia il blocco totale. Tuttavia, se il Gp è l'occasione per accelerare sulla dotazione di infrastrutture, ne sopporteremo i disagi". Rassicurazioni arrivano dal minisindaco Pdl del Municipio XII, Pasquale Calzetta: «Il Consiglio municipale si è espresso con un parere positivo. La Formula Uno è un evento importante per la città, ma la riqualificazione dell'Eur deve partire subito, affrontando tutte le questioni irrisolte, dai parcheggi alle infrastrutture viarie ai trasporti dice -. Sul territorio sono previsti 19 interventi urbanistici, alcuni già partiti. Serve chiarezza sul progetto Formula Uno e attenzione ai cittadini, che non devono sentirsi ostaggio del loro quartiere». Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, annuncia battaglia qualora il progetto dovesse prevedere la realizzazione di opere infrastrutturali a servizio del Gp, attraverso risorse pubbliche. «Se così fosse - afferma - ricorrerò al Consiglio di Stato». Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio mette l'accento sulle ricadute urbanistiche («Si realizzeranno delle strutture tutt'altro che mobili) e sociali («Realizzare un circuito lì dove ogni fine settimana i vigili sono impegnati a bloccare le corse d'auto e di moto intorno all'Obelisco, è un messaggio fuorviante da parte dell'amministrazione»). Tra le fila del no anche Antonio Tamburrino, professore di Economia dei Trasporti alla San Pio V e consigliere d'Italia Nostra: «E' un progetto poco coerente per un Comune che ha adottato la mobilità 3.0, che punta, cioè, sui motori elettrici e le energie rinnovabili Così Roma si propone come testimonial di un evento che appartiene al passato, che esalta l'epoca dei motori a combustione interna. Guardi piuttosto al futuro e promuova una gara con vetture Formula 3.0 »