Fabio Severino è Vicepresidente dell'Associazione per l'Economia della Cultura Quei 102 progetti che portano ricchezza Si è chiusa nel Lazio la prima fase di attuazione degli interventi per la valorizzazione dei Grandi attuatori culturali. I Gac sono luoghi d'eccellenza dal punto di vista archeologico, architettonico o paesistico su cui la Regione, dal 2006, ha deciso di concentrare il suo interesse. Attingendo alle risorse stanziate nell'ambito del Por Fesr 2007-2013 (il 50 dalla Ue) la Regione ha assegnato 33 milioni ai cinque Gac scelti, uno per provincia: le Ville Unesco di Tivoli, il Parco archeologico di Vulci, l'Abbazia di Fossanova-Priverno, le Mura poligonali del frusinate e la via del Sale nel reatino. Con un processo amministrativo virtuoso durato solo otto mesi, l'assessorato alla Cultura ha raccolto ben 102 progetti di istituzioni locali, per lo pi comuni, per la valorizzazione dei Gac di loro pertinenza. A partire dall'aprile scorso ha così avviato un percorso di ascolto e condivisione con i partecipanti, rivelatasi efficace ed efficiente. Efficace perché in poco tempo è arrivata a un soddisfacente ed eterogeneo numero di progetti. Efficiente perché è stato un'opportunità per spingere gli operatori a porsi obiettivi comuni, i soli in grado di trasformarli in reale forza di mercato. Nelle numerose audizioni, gli operatori hanno avuto una vera occasione di crescita, condividendo la propria idea progettuale. Il ruolo delle amministrazioni dovrebbe essere proprio quello di assistere, sostenere e premiare e non quello di giudicare ed escludere. Dirigenti regionali e commissioni tecniche hanno svolto un processo di selezione e valutazione, cucendo tra loro i vari progetti e aiutando gli enti a integrare le loro proposte, affinché ogni Gac potesse contare su un parco azioni coerenti e complementari. Dai risultati ottenuti emerge che la Regione è riuscita a far passare la logica della compiutezza dei progetti presentati, il loro essere fruibili immediatamente dal mercato, e la visione d'insieme: ovvero la cultura come volano di sviluppo socio-economico.