SULLE TRACCE DI MINOSSE RISALENDO IL PLATANI La riscoperta dei percorsi del mito attraverso i volontari: gli accampamento romani di monte Palmeto e la ricerca dellantica Engyon Lultima ricerca lhanno compiuta risalendo il corso del fiume Platani, lantico Halykos, tra SantAngelo Muxaro e Cammarata, alla scoperta delle tracce lasciate dal mitico architetto Dedalo inseguito dal re Minosse. Seguendo il racconto di Diodoro Siculo sulla magica avventura del re cretese in Sicilia, hanno tracciato un possibile percorso lungo il fiume "dalle acque salate", convincendosi che oltre i luoghi dellapprodo a Eraclea Minoa, i mitici bagni sulfurei di monte Kronio (Sciacca), vi fossero nellentroterra altre tracce del "Principe" minoico, oltre la rupe di Muxaro. E queste tracce le ha confermate un recente opuscolo di Carmelo Montagna, "La tholos e il tridente" che di quei luoghi narra fino alla misteriosa grotta della Gurfa, adombrando il luogo del sepolcro monumentale del re minoico. Loro sono i componenti del gruppo Legambiente che gestisce la riserva naturale di grotta "Ciauli", oltre ventun ettari tra macchia mediterranea e grotte preistoriche di SantAngelo nellAgrigentino, dove non pochi studiosi hanno localizzato la reggia di Kokalo, il re dei Sicani, il rivale mitico di Minosse. Tra mito e natura è toccato ai volontari di Legambiente accompagnare turisti occasionali e studenti alla ricerca di antiche vestigia archeologiche; sì perché oltre la gestione della Riserva - con i suoi percorsi carsici, speleologici e le colonie stagionali di pipistrelli - i volontari della Riserva fanno conoscere i tesori darte del circondario, tra cui appunto la Grotta del Principe, tholos micenea risalente al XII secolo a. C., segnalata in tutte le guide archeologiche della Sicilia, così come larroccato centro storico di SantAngelo Muxaro, e sempre su richiesta, accompagnano i visitatori alle grotte preistoriche di Monte Castello e contrada "Montoni" che hanno pure svelato antichi segni e geroglifici lasciati sulle pareti. «Condividiamo la ricerca di nuovi itinerari di visita del territorio con gli amici dellAssociazione Valdikam di SantAngelo - spiega il direttore della Riserva, Marco Interlandi - Anche loro, come noi, sono ben disponibili ad accompagnare i turisti oltre gli itinerari più tradizionali. Lo fanno anche i soci di Legambiente di Aragona che gestiscono la riserva naturale delle Maccalubbe, poco lontane da qui, e credo che lesperienza sia diffusa tra molte associazioni di volontariato». I soci di Legambiente anche per questi motivi hanno richiesto la riperimetrazione dellarea che tutelano, - la quale dovrebbe passare da 21 a 220 ettari - e in effetti questo loro impegno "sgraverebbe" la Soprintendenza della custodia giornaliera delle Lipotesi di Interlandi - quella dei nuovi itinerari - è confermata da altre associazioni di volontariato, come il gruppo del Fondo Ambiente Italiano che gestisce la riserva della Kolymbetra allinterno del parco archeologico di Agrigento, o come i Gruppi di Ricerca Ecologica del palermitano, o quelli di Sicilia Antica che operano soprattutto nella parte orientale dellisola. Larea del Platani e di SantAngelo è oggetto di altri scavi archeologici della Soprintendenza di Agrigento, come del resto quella di Palermo, tra Lercara e le Madonie, alla ricerca delle testimonianze archeologiche sullantica Engyon (dove i cretesi avrebbero eretto il tempio alle dee madri nutrici). Ma a fronte della "ricerca" archeologica risulta sempre più oneroso per la Regione gestire il servizio di custodia dei siti scoperti e aperti alla fruizione. Anche lassociazione Artemisia di Palermo, specializzata in percorsi a piedi, sta tentando di "aprire" nuovi sentieri alla scoperta di luoghi sconosciuti al turismo di massa. È il caso degli accampamenti romani a monte Palmeto, presso Terrasini; o allantica Jato distrutta nel XIII secolo da Federico II e riscoperta dallarcheologo svizzero Isler; o al villaggio preistorico di contrada Stretto a Partanna.