I Beni Culturali: nessun intervento punitivo contro i costruttori E arriva anche il no di Italia Nostra alla costruzione del Villaggio olimpico a Tor di Quinto Un vincolo «morbido» sullAgro romano, ma pur sempre uno stop al cemento, frutto di mediazioni con i costruttori dopo lexploit della Soprintendenza statale di Roma che a luglio ha ribadito la necessità di un strumento di tutela dellarea che va dalla Laurentina, allArdeatina, alla Pontina, è quello firmato ieri dal ministro dei Beni culturali Sandro Bondi. E, sempre ieri, una risposta «dura», decisa, di Italia Nostra contro lidea dellamministrazione Alemanno di destinare larea dellIppodromo di Tor di Quinto a Villaggio per i possibili Giochi olimpici del 2020. «Un provvedimento di importanza epocale» viene definito al Collegio romano il vincolo che potrebbe riguardare 5.400 ettari di campagna romana e 2 milioni di metri cubi di cemento. E il pericolo per gli imprenditori, estensori di buona parte delle 88 osservazioni allo strumento di tutela, è di vedere bloccata la possibilità di espandersi a Sud. Per cui tra i costruttori cè chi già prepara le carte per un ricorso al Tar in attesa di leggere nel dettaglio i termini del vincolo, come presumibilmente faranno Comune e Regione che si sono battuti a difesa del Prg. In ballo ci sono le compensazioni ricevute sin dal 1997, e ribadite nel 2008, dai re del mattone a Tor Marancia; cè ledilizia popolare della legge 167 da costruirsi a Cecchignola Nord e nella tenuta di Vallerano; e ci sono i cosiddetti toponimi, ossia le riqualificazioni delle borgate a Castel di Leva in cambio delle quali gli imprenditori edili riceverebbero altra cubatura. Il vincolo di Bondi intacca questi baluardi, spesso consolidati dalle concessioni, contro i quali si battono gli ambientalisti? A sentire il sottosegretario Francesco Giro, autore della mediazione con gli enti locali e lAcer di Eugenio Batelli, i costruttori possono dormire sonni tranquilli. «Ricevute le osservazioni di tutti i soggetti interessati - ha detto ieri Giro - abbiamo risposto predisponendo un vincolo molto meditato, realistico, capace di coniugare in modo straordinario ed efficace le esigenze assolutamente legittime rappresentate dagli imprenditori per uno sviluppo della città con il diritto-dovere dello Stato e del governo di tutelare compitamente lidentità dellAgro romano». Si parla di milioni metri cubi di cemento. «È un provvedimento che non punisce nessuno, non è penalizzante». Un taglio qua, e una ricucitura là, ecco pronto il documento. «Che dà piuttosto prescrizioni di carattere paesaggistico molto precise, che puntano sulla qualità architettonica e di vita dei cittadini». Per la prima volta, sostiene Giro, «è stato compiutamente applicato il codice Urbani e "vestito" un vincolo con tutte queste prescrizioni». In futuro, ha concluso, «bisogna costruire meglio secondo progetti di qualità». DallAgro romano a Tor di Quinto. Che, ribadisce Italia nostra, «è protetto dal Piano paesistico della Valle del Tevere e da quello paesaggistico regionale in corso di definizione». Ma sullIppodromo militare, che dovrebbe lasciare il posto a Villaggio olimpico del 2020, «cè anche un vincolo archeologico e monumentale che chiediamo al ministro Bondi di fare assolutamente rispettare».