ROMA «Al ministero non è arrivata alcuna comunicazione, nè ufficiosa nè ufficiale, degli incidenti accaduti nell'area di Pompei». E lapidario Stefano De Caro, direttore generale per i Beni Archeologici: si profila dunque una frizione istituzionale tra Ministero dei Beni e delle Attività Culturali da una parte, sovrintendenza e commissario straordinario di Napoli e Pompei dall'altra sullo strano incidente avvenuto giorni fa, denunciato sabato dal nostro giornale e su cui grava un clima di omertà come denunciano dalla Cgil. -. Il 18 gennaio nell'area archeologica pompeiana, vicino a via dell'Abbondanza, un terrapieno di circa 30 metri rovina a terra causando il crollo di un muro di 20 metri e danneggiando pareti affrescate. L'incidente, avvenuto nell'ambito dei lavori avviati dal commissario Marcello Fiore, è tenuto quanto più possibile nascosto: «Ai dipendenti della soprintendenza è stato intimato di non fare fotografie spiega Biagio De Felice della Cgil e di non divulgare l'accaduto». Non pochi i dubbi sulla congruità dei lavori, De Felice spiega che i «Lavori sono fatti molto velocemente e concentrati sulla Casa di Polibio e dei Casti Amanti, probabilmente finalizzati alla annunciata visita di Berlusconi. Il tutto va inquadrato nella situazione che l'area archeologica di Pompei vive da due anni con il commissariamento. LO SCENARIO Mentre le professionalità della soprintendenza vengono estromesse, arrivano strani personaggi dalla protezione civile oppure dal territorio, ingegneri del comune di Pompei che hanno gestito il degrado della nuova città, o peggio ancora un commerciante del luogo come Nicola Mercurio, oggi braccio destro del commissario Fiore. Gente il cui unico fine è impupazzare, fare un evento, creare un pò di visibilità». Il sovrintendente all'area archeologica di Napoli e Pompei Mariarosa Salvatore alza le braccia: «Non ho fatto un sopralluogo, sono però andati dei funzionari che hanno riferito al commissario Fiore e visto che c'erano dei lavori si è subito intervenuti sullo smortamento». Riguardo alla tutela del sito il soprintendente afferma: «Tutti i lavori che si stanno svolgendo a Pompei sono stati concordati con Fiore, ma è lui in qualità di commissario che li sta seguendo. Probabilmente la comunicazione informativa al Ministero non sarà ancora stata fatta, me ne sarei occupata in settimana andando a Pompei: tuttavia la direzione generale ha solo compiti di vigilanza sulla tutela e non sui lavori». Incerto anche l'ammontare dei danni: «Non avendo ancora letto una relazione sull'incidente conclude il soprintendente, non saprei quantificarli». Le versioni sull'accaduto sono poi contraddittorie: fonti vicine al commissario Fiore dicono che la versione ufficiale sarà di smortamento per le infiltrazioni di acqua piovana, ma in realtà il terreno fatto di lapillo è piuttosto impermeabile. Intanto la gru che si trovava sul luogo e che secondo altre fonti sarebbe stata la causa del crollo è stata prontamente smontata e portata via. Certo è che il piano sicurezza dei lavori, a norma di legge 626, non sembra essere stato applicato visto l'incidente.