FIRENZE - A raccontare i secoli della sua storia sono anche le macchie nere e quell'alone di grigiore diffuso sulla sua pietra. Palazzo Vecchio è reduce da centinaia di anni di intemperie e decenni di smog e aria irrespirabile. E ora è sporco. Troppo sporco. Ma è giunto il momento delle pulizie. Nelle prossime settimane partirà l'operazione di restauro del lato che si affaccia su via della Ninna. Attraverso impacchi e cure di bellezza per le pietre. Sarà impossibile non notarlo: verrà montata un'impalcatura alta 46 metri. E il primo ad accorgersene sarà proprio il sindaco Renzi, che la vedrà proprio di fronte alle finestre del suo ufficio, nella Sala di Clemente VII. Da tempo la Fabbrica di Palazzo Vecchio, che cura la sede comunale, stava progettando l'intervento. «Lo sporco sulle antiche pietre della facciata è ormai generalizzato, anche se si concentra in particolare sulla parte bassa», spiega il dirigente Claudio Mastrodicasa, in squadra con Patrizio Mannucci e Stefano Lapini. Innazitutto, i tecnici hanno cercato di stabilire esattamente il tipo di sporco da combattere. LO SPORCO? COLPA DELLO SMOG - Attraverso indagini, è stato valutato il tipo di residui sulla pietra: «La fonte principale di sporcizia continua il dirigente è lo smog. Basta notare le chiazze nere che sono rimaste accanto alla fermata dell'autobus in via della Ninna». Ma nonostante gli studi (costati 26 mila euro) e i progetti già sulla carta, l'intervento non è stato finanziato dalla precedente amministrazione. Ora i soldi sono entrati nel bilancio: 450 mila euro serviranno per il primo lotto dell'intervento. Si partirà con la porzione di palazzo che va dall'angolo tra via della Ninna e via dei Leoni fino all'inizio della Galleria degli Uffizi. Durata prevista dei lavori: 9 mesi. Poi si interverrà sul tratto che da lì arriva fino al Corridoio Vasariano; per ultimo toccherà al lotto oltre il Corridoio fino all'angolo di piazza della Signoria. La prima grande fase del restauro consisterà nella preparazione del cantiere. Sarà realizzata un'impalcatura fino alla cima di Palazzo Vecchio, a 46 metri di altezza. Che coprirà anche le finestre e la terrazza su cui affaccia la Sala di Clemente VII, ufficio del sindaco. Renzi, al posto della visuale sulla città e la luce sarà costretto a vedere gli operai al lavoro. O magari deciderà di spostarsi momentaneamente. C'è un problema logistico che deve essere affrontato subito: l'impalcatura occuperà una parte della strada che attualmente è utilizzata per il cantiere dei Grandi Uffizi. Nei giorni scorsi sono state fatte delle prove per misurare lo spazio necessario al passaggio dei camion. E sembra che sia stata trovata una soluzione ipotizzando per il cantiere di Palazzo Vecchio un ingombro di circa 40 centimetri. Come faranno gli esperti a restituire splendore all'antica pietra serena, ormai ingrigita dal tempo e dallo smog? Non sarà semplice: «Faremo dei veri e propri impacchi spiega Mastrodicasa con degli agenti pulenti al bicarbonato d'ammonio, che dovranno essere tenuti una media di 6 ore al giorno, per evitare infiltrazioni dannose. Agiremo pietra dopo pietra, in accordo con la soprintendenza. E per tenere l'impasto sulla pietra useremo una sorta di cellophane». Ma il restauro della facciata del palazzo in via della Ninna servirà anche a un'altra importante urgenza. Grazie alla gigantesca impalcatura, saranno possibili delle verifiche sulla Sala degli Elementi: «Non si nota guardandolo, ma Palazzo Vecchio ha inglobato tre case torri nella sua storia chiosa il dirigente della Fabbrica che si sono sviluppate in momenti storici diversi. E di conseguenza sono differenti anche i tipi di cedimento nel tempo. La Sala degli Elementi ha sviluppato delle lesioni marcate, che abbiamo bisogno di studiare per capire quale sia esattamente il problema». Intanto sarà messa una speciale membrana sul tetto per evitare infiltrazioni.