Gli oggetti di antiquariato e le opere d'arte si caratterizzano, in genere, per essere stati prodotti con metodi artigianali che ubbidiscono alla cosiddetta legge di Baumol secondo la quale i servizi e i beni espressione della produzione artistica sono vincolati da limitazioni strutturali all'aumento della produttività: II loro valore relativo tende così a crescere» sottolinea Stefano Stanzani, responsabile del Laboratorio sul Commercio dei Beni d'Arte di Nomisma. Il trend. «Storicamente gli investitori guardano a investimenti alternativi a quelli finanziari nei periodi di debolezza delle Borse, cui normalmente corrisponde un rialzo dei prezzi dei beni reali» spiega Stanzani. Dal 1992 al 1994 la curva dei prezzi medi dell'arte ha leggermente ripiegato a causa della forte componente speculativa concentratasi soprattutto sulle opere degli Impressionisti; poi i prezzi medi hanno ripreso a salire con tendenza quasi costante, tranne aggiustamenti fisiologici (19961997 e 20012002). «A causa delle debolezze economiche, oggi è conveniente l'investimento in beni reali, ancor più se è confezionato con innovazione finanziaria senza vincoli di expertise e di diversificazione tipici del settore. Credo che il momento sia proficuo per la nascita di fondi di investimento in arte continua Stanzani : il lento rialzo dei prezzi si associa al crescente bisogno di sicurezza dei risparmiatori». Esperti o art advisory per non sbagliare Oome evitare di pagare una copia quanto J l'opera autentica? «È bene rivolgersi o a un mercante qualificato suggerisce Carlo Carnevali, presidente di Artservice, società per l'art advisory degli antiquari italiani che risponderà di ciò che ha venduto o a un buon servizio di art advisory. Così si evita di fare scelte errate, acquistando opere che poi risultano copie, falsi o multipli senza valore». Acquisti sbagliati. «Ad esempio una persona aveva acquistato un dipinto di Tiziano accompagnato da una perizia che parlava solo della vita e delle opere dell'artista continua Carnevali . Così si è ritrovato in mano un attestato inutile e un dipinto di scarso valore. Vi sono stati casi clamorosi di falsificazioni di dipinti che oggi possono essere acquistati solo dopo attento esame (ricordiamo il caso delle opere di Michele Cascella, m). Attenzione anche alle icone: solo gli specialisti sono in grado di riconoscere e quindi di garantirne epoca e autenticità. Si pensi poi che gli argenti punzonati a volte lo sono con marchi fatti appositamente o che Giorgio De Chirico retrodatava i propri dipinti sapendo dell'apprezzamento per le sue opere giovanili». «Il piccolo collezionista rilevava l'ex presidente della Consob Guido Rossi è meno tutelato del piccolo azionista» e auspicava che il certificato di autenticità venisse redatto in analogia al prospetto informativo che vincola le società che si appellano ai pubblico risparmio: oggi sembra che il mercato si stia muovendo in questa direzione. È possibile rimediare alla spesa incauta Ma come ci si difende dall'acquisto inconsapevole di un falso d'arte? «Sotto il profilo penale, una normativa sulla contraffazione di opere d'arte è stata introdotta con la legge 10621971 spiega Tiziana Tampieri, avvocato e docente a Bologna di Circolazione dei beni culturali nel diritto internazionale oggi la disciplina è confluita nel Codice dei Beni culturali e del paesaggio. L'articolo 178 del Codice punisce con la reclusione da tre mesi a quattro anni e con la multa da 103 a 3.099 euro chiunque al fine di trarre profitto falsifica, altera o riproduce un'opera di pittura, scultura o grafica, un oggetto di antichità o di interesse storico e archeologico, nonché chiunque pone in circolazione come autentici esemplari contraffatti, alterati o riprodotti. Stessa pena anche per chi, conoscendone la falsità, autentica o accredita tali esemplari. Altre sanzioni sono previste dalla legge sul diritto d'autore e dal Codice penale». E il recupero dei soldi mal spesi? «Sotto il profilo civilistico si considerano le modalità in cui si è formata.la volontà dei contraenti. La consegna di un'opera attribuita a un autore diverso da quello dichiarato nel contratto di compravendita, se inquadrata nell'ipotesi della vendita di aliud pro alio (il bene venduto appartiene a un genere del tutto diverso da quello del bene consegnato, ad esempio una copia al posto di una replica, non può avere come effetto la risoluzione del contratto, con conseguente restituzione del bene contro rimborso del prezzo pagato. Il termine di prescrizione è decennale».