L'arte, i musei, i finanziamenti: un nodo che a Napoli è diventato fonte di polemiche che molto al di là dello specificio culturale. Tra internet e giornali, non si ferma il dibattito sulla gestione dei fondi per installazioni, musei e siti archeologici. Un confronto he riemerge periodocamente e che, in questa fase storica di tagli consistenti, diventa centrale per la sopravvivenza di tanti musei. Così domani mattina (alle 10.30) nella chiesa di San Gennaro all'Olmo, all'angolo di San Gregorio Armeno e San Biagio dei Librai, sede della Fondazione Giambattista Vico, si terrà un incontro-tavola rotonda con tutti i rappresentanti dei circa 220 musei «di ente locale e di interesse regionale» della Campania. L'obiettivo è quello di un confronto aperto sull'efficacia delle politiche culturali in Campania. La Fondazione Vico che possiede e gestisce due musei di interesse locale che hanno ottenuto lo status di interesse regionale è tra gli enti promotori dell'incontro insieme all'Icom Campania. Quando si parla di valorizzazione dei territori di turismo culturale, di innalzamento degli standard, di percorsi integrati, di politiche culturali, spiega la Fondazione, in una nota diffusa ieri, annunciando l'appuntamento, «è visibile a tutti che in Campania da un unico settore (musei e biblioteche) su circa 3 milioni e 650mila euro, 650mila sono destinati alle circa 750 biblioteche e 200 musei e più di 3 milioni di euro sono destinati a un unico museo: il Museo Madre». E continua la nota: «senza voler menzionare il fatto che lo stesso Museo Madre è destinatario di notevoli ulteriori risorse dei Por. Ciò significa che, in media, a tutti gli altri musei sono riservati circa 2mila euro ciascuno di contributi. Questo dato, forse, più di altri può far comprendere le difficoltà che i singoli musei affrontano nella quotidiana gestione». Dall'incontro verrà fuori un documento di richiesta di attenzione e di istanze programmatiche che sarà inviato al presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino. r. c.