All'Arengario lavori in dirittura - Investimenti per 100 milioni in 4 anni 8400 mq la superficie Il progetto di intervento per il museo del Novecento all'Arengario coinvolge una superficie di 8.400 metri quadrati, Lla metà dei quali riservata alle esposizioni 3500 le opere Una volta pronto il museo sarà in grado di ospitare circa 3.500 opere che fanno già parte del patrimonio comunale, dall'arte metafisica alla Transavanguardia Oltre cento milioni di euro di investimenti per la cultura a Milano. E' il piano che nei prossimi quattro anni porterà alla creazione o all'ammodernamento di sedi espositive e teatri. «L'obiettivo è di organizzare la conoscenza attraverso alcune linee guida precise spiega l'assessore alla Cultura del Comune, Massimiliano Finazzer Flory -. Si tratta di investimenti strategici, condivisi, in primis, dal sindaco Letizia Moratti". Ecco allora la Milano del Ventesimo Secolo che troverà casa all'Arengario con il Museo del Novecento. Su un'area di 8.000 mq (la metà riservata alle esposizioni), con un investimento di 30 milioni, saranno collocate 3.500 opere del patrimonio comunale: dalla Metafisica alla Transavanguardia, con ampio spazio al Futurismo e al suo fondatore Filippo TommasoMarinetti. C'è già la data di inaugurazione, il prossimo 18 novembre. Tra le chicche il Trittico degli stati d'animo e la scultura Forme uniche della continuità nello spazio di Umberto Boccioni, la Venere dei porti e l'Autoritratto futurista di Mario Sironi. Per l'apertura è già sicura una rassegna dedicata a Giuseppe Pellizza da Volpedo, inserita fuori dal percorso permanente. Ci saranno anche un ristorante, una biblioteca e un cinema al piano inferiore, mentre l'organizzazione di mostre ed eventi sarà integrata con quella dell'attiguo Palazzo Reale. Sul filone culturale della Milano cristiana, imperiale e romana la novità sarà l'ampliamento di mille metri quadrati del Museo Archeologico di corso Magenta, dove il Comune conta di ampliare l'offerta di mostre tematiche e valorizzare i numerosi reperti rinvenuti durante gli scavi in città. Un altro capitolo riguarda la Milano multietnica con il Museo delle Culture Extraeuropee nell'ex area industriale Ansaldo, in zona Tortona. Il progetto dell'architetto David Chipperfield, da 40 milioni, sarà ridimensionato, a causa del mancato arrivo di 20 milioni dallo Stato. Entro il 2012 sorgerà l'edificio principale che troverà il suo fulcro nelle collezioni extraeuropee delle raccolte d'Arte applicata, custodite nei depositi del Castello Sforzesco e non visibili per mancanza di spazi: oltre tremila opere da Medio Oriente, India, Cina, Giappone, America precolombiana, oltre a una collezione islamica di ceramiche frutto di donazioni di missionari, viaggiatori e collezionisti. «Il taglio di fondi ministeriali comporta l'abbandono del progetto della biblioteca dell'immagine», precisa l'assessore Finazzer Flory, riferendosi al Centro di fotografia e televisione pensato in origine come sede di archivi e collezioni messe a disposizione da Triennale, Spazio Forma, Fondazione Corriere, Sole 24 Ore, Bertareli, Motta e Alinari. E' sicura, invece, la riqualificazione del Castello Sforzesco che tra il 2011 e il 2014. grazie a 20 milioni messi a disposizione dalla Fondazione Cariplo, prevede il recupero di un ex ospedale spagnolo, prossimo centro studi, e di un punto ristoro («che incredibilmente ancora manca», specifica l'assessore). L'arte contemporanea, infine, troverà collocazione nel museo progettato da Daniel Libeskind nell'area Citylife dell'ex Fiera. Sarà pronto entro il 2013 per un investimento di 40 milioni. L'ultimo ostacolo, quello rappresentato dal ricorso dell'Ordine degli Architetti, è stato superato nei giorni scorsi con la bocciatura da parte del Consiglio di Stato. Il disegno, un quadrato che ruota su se stesso su cinque livelli, si ispira alla perfezione geometrica dell'Uomo vitruviano. Per quanto riguarda i teatri, la novità del 2010 sarà la riapertura in primavera dello storico Puccini di corso Buenos Aires: tre sale per altrettante tipologie di spettacoli. I costi di ristrutturazione superano i 13 milioni, per la maggior parte a carico del Comune. Sul Lirico di via Larga, invece, è in corso la trattativa tra l'amministrazione e Gianmario Longoni, l'imprenditore che ha vinto la gara di ristrutturazione. Il progetto prevede uno spazio polifunzionale da 1.500 posti con sala espositiva, ristorante e biblioteca. Al momento, però, mancano assicurazioni su tempi e risorse. «Sono certo che durante il mio mandato ci sarà un esito positivo della vicenda», dichiara diplomatico Finazzer. il Comune sembra pronto a cercare strade alternative se entro tre mesi non arriverà una soluzione. Il ruolo dei privati resta fondamentale. Basti pensare che 12 dei 36 milioni spesi per il settore mostre sono arrivati dagli sponsor. «Ma si può ancora fare di più - aggiunge Finazzer -. Sono disponibile a mettermi intorno a un tavolo per inventare nuove forme di collaborazione, sul piano giuridico, finanziario e comunicativo».