Incontro tra il nuovo commissario Mario Resca e il presidente dell' Accademia Gabriele Mazzotta A Milano 100 milioni per Museo del 900, Castello, Lirico e Piccolo Accelerazione sul fronte del progetto Grande Brera e sul trasferimento dell'Accademia nella caserma Magenta di via Mascheroni. Il neo Commissario straordinario Mario Resca incontrerà venerdì il presidente dell'Accademia Gabriele Mazzotta e intanto fa sapere che «non si vedono alternative al trasferimento alla Magenta. Andiamo avanti su questo piano. Primo obiettivo del mio mandato è arrivare rapidamente a un accordo tra Accademia e Pinacoteca». Resca conferma di essere già in contatto con la soprintendente Sandrina Bandera e con il direttore regionale ai Beni culturali Mario Turetta. Proprio Turetta rivela che si sta per risolvere uno dei nodi: «Il trasferimento degli archivi storici della caserma all'ex Panificio. Una volta attuato si potrà avviare il trasloco». Gli spazi disponibili dovrebbero salire da 8 a 12mila mq. I dati, però - spiega Mazzotta, «saranno resi noti a fine mese». Mentre Brera si appresta a tentare la scalata internazionale a Prado e Louvre. altri interventi interessano la cultura milanese: in ballo ci sono circa 100 milioni di investimenti per il Museo del 900, il Castello sforzesco, il Museo delle culture, il teatro lirico e il Piccolo. Doppia accelerazione per il progetto Grande Brera a Milano. Da una parte la fresca nomina del Commissario straordinario, Mario Resca, subito piombata nelle polemiche causa il super cachet (2,5 milioni) dell'ex manager di McDonald's; dall'altra i lavori per lo sgombero definitivo della caserma Magenta di via Mascheroni, destinata ad essere la nuova sede dell'Accademia. La trasformazione «Non chiediamo il lusso - spiega Sandrina Bandera, soprintendente al patrimonio storico artistico di Milano e direttore della Pinacoteca - vogliamo rendere Brera un museo in grado di attrarre visitatori e offrire servizi culturali efficienti e moderni». Il nodo fondamentale per realizzare il progetto di un grande museo restava quello di trovare una collocazione all'Accademia di Belle Arti, un luogo all'altezza della storica sede di Palazzo degli Umiliati. Un trasloco difficile, di cui si parla da anni, e che ha suscitato non poche polemiche da parte di studenti, docenti, e dello stesso direttore dell'Accademia, Gastone Mariani, contrario al trasferimento. Il fronte del no «Nessuno dei prospetti che ci hanno sottoposto risponde alle esigenze di spazio necessarie all'Accademia - spiega Mariani . Si è parlato di 8mila metri quadrati alla Caserma Magenta, quando in realtà erano solo 3.500 quelli sfruttabili. Ora il presidente Mazzotta, che ha la nostra delega per trovare una soluzione, parla di un nuovo progetto alla Magenta, con uno spazio aggiuntivo e la possibilità di costruire un nuovo edificio nel giardino della Caserma. Vediamo. Se così fosse, e si trovasse lo spazio sufficiente, ben venga. Altrimenti mi domando perché dobbiamo trasferirci». Il Presidente dell'Accademia, Gabriele Mazzotta, non vuole anticipare nulla ma conferma che «è in corso di perfezionamento l'acquisizione della Caserma, e i metri quadri effettivamente disponibili saranno resi noti entro la fine del mese». Commissario straordinario Sulla questione si interpone Mario Resca, neo Commissario straordinario, che osserva: «Primo obiettivo del mio mandato è arrivare rapidamente a un accordo tra Accademia e Pinacoteca. Venerdì incontrerò il presidente Mazzotta. Nessuno vuole sacrificare l'Accademia, e condivido pienamente con Mariani l'esigenza di una sede centrale e adeguata intermini di spazi: palazzo Citterio è troppo piccolo, non vedo dunque alternative alla strada del trasferimento alla Magenta. Andiamo avanti su questo piano». Resca aggiunge: «Bisogna pensare in grande, a un rilancio sia dell'Accademia sia della Pinacoteca. Non c'è contrapposizione, perché una alimenta l'altra». E' ottimista anche il direttore regionale ai Beni culturali, Mario Turetta: «Abbiamo finalmente individuato il luogo per il trasferimento degli archivi storici della Caserma in un altro edificio, l'ex Panificio, proprio alle spalle della Caserma. Era uno dei nodi centrali per offrire più spazio all'Accademia, e ora gli architetti stanno lavorando al progetto per adeguare l'ex Panificio ad accogliere gli archivi. Una volta trasferiti gli archivi e passata la disponibilità dell'intera Caserma dalla Difesa al Demanio civile, saremo pronti ad aprire la ex Caserma al pubblico con mostre e iniziative culturali, per iniziare a fare conoscere il nuovo spazio». Il nuovo progetto per l'utilizzo della caserma dovrebbe comportare la disponibilità di l2mila metri quadri complessivi, comprensivi di un altro edificio, più piccolo, all'interno del complesso. «L'edificio di via Mascheroni, un pregevolissimo palazzo storico su 3 piani di fine Ottocento può ospitare le 2 sedi della Scuola (l'Accademia ha una sede anche in viale Marche) - aggiunge Turetta considerando anche che a Brera l'Accademia manterrebbe comunque circa 2mila metri al pianterreno, con locali di rappresentanza. In via teorica poi è effettivamente possibile realizzare un nuovo edificio nel giardino della Magenta». Anche la disponibilità economica per il trasloco sembra in via di soluzione: il costo per l'adeguamento dell'ex Panificio, 1,8 milioni di euro, sarà pagato in parte dalle disponibilità dell'Accademia un contributo di 800mila euro - mentre la Pubblica amministrazione si è impegnata per altri 400mila euro. «Intanto partiamo con questi 1,2 milioni di euro - propone Turetta - poi sono convinto che anche Comune e Regione faranno la loro parte». Tra l'altro, il ministro Bondi ha annunciato recentemente di voler inserire il piano Grande Brera -52 milioni di euro - tra i finanziamenti per le celebrazioni dell'Unità d'Italia del 2011. Per i lavori di ristrutturazione della Caserma, invece, una prima stima parlava di circa 2,5-3 milioni di euro, ma il costo potrà lievitare, a seconda del progetto definitivo. «L'impegno delle istituzioni è ai massimi livelli, come testimonia la nomina di un Commissario ad acta - conclude Turetta . Oggi ci sono le condizioni per poterlo attuare, tutti gli attori stanno facendo la loro parte, e in più c'è un'occasione storica come l'Expo, che è una grande opportunità da sfruttare a pieno».