La mobilitazione su temi comuni apre delle speranze per il futuro del nostro territorio Il fatto che alcune migliaia di persone si mobilitino per la difesa e la valorizzzione del patrimonio pubblico o del bene privato di uso pubblico (come La Gran Guardia) non può che confortare e dimostra che nonostante il conformismo consumista di questi anni, Livorno dispone ancora di una massa critica che attende e chiede di essere valorizzata. Lecito, e per certi aspetti ovvio, che la città cambi pelle e rimodelli il suo profilo urbanistico e architettonico. Lo richiedono i tempi e la prospettiva di entrare a pieno titolo in un'Europa politica e culturale al momento sconosciuta ai più. Bisogna pero' vedere "come" farlo, ed è questo che chiede il popolo di facebook. Un conto è il recupero, un altro è lo sfruttamento commerciale dell'attività immobiliare. E' questa la grande e positiva novità di questo momento. Diversamente dal ripiegamento nel sentimentalismo della città cartolina, o nelle nicchie nostalgiche di un passato prossimo, che può costituire, specialmente al cinema, un passatempo rassicurante e suggestivo, ma poi finisce per indebolire la resistenza psicologica ai cambiamenti non condivisi. Livorno è cambiata e molto in questi anni, ma in pochi hanno avuto voce in capitolo. E soprattutto in pochi, come accade per l'Ospedale, hanno pensato a come definire gli strumenti urbanistici e finanziari per avviare trasformazioni e delocalizzazioni che sottoscriveranno un'ipoteca formidabile sul futuro del territorio livornese. L'impatto delle emergenze del degrado delle strutture eo delle crisi industriali, poi, ha determinato soluzioni tampone che spesso si sono scaricate sul territorio valorizzando il solo mercato immobiliare. Talvolta in modo potenziale, come nel caso della vicenda Porta a Mare, prossima a concludersi con una straordinaria colata di cemento, talaltra in modo effettivo, come sta inesorabilmente accadendo per il Corallo. Saprà il popolo di facebook evolvere in un movimento reale? La sensazione è che su molte partite, come Corallo e Gran Guardia, si sia fuori tempo massimo. E che i soliti noti avranno campo libero per decidere "come". Ma la speranza è l'ultima a morire.