Fano. Legambiente e Lupus in Fabula replicano alla giunta comunale Fano "Con le terme di Carignano chi ci guadagna?" E' quanto chiedono le associazioni ambientaliste Lupus in Fabula e Legambiente di Pesaro dopo gli interventi degli amministratori comunali che hanno ribadito l'utilità del progetto di sviluppo termale e urbanistico previsto della zona. "La politica del "fare" ad ogni costo - scrivono Claudio Orazi ed Enzo Frulla - ha portato (fatti salvi il San Bartolo e Baia del Re) alla cementificazione della costa e allo scempio di tutte le vallate della provincia di Pesaro e Urbino, con capannoni e case senza soluzione di continuità che arrivano fino alle più remote valli dell'Appennino pesarese. Ai vari Falcioni, Severi e Carloni replichiamo dicendo che non si crea lavoro con opere faraoniche che sono destinate ad arricchire pochi privilegiati, creando solo lavoro temporaneo legato alla costruzione di immobili e senza altre garanzie per il futuro. Solo un bambino non capisce che lo sviluppo termale è solo il pretesto per fare altro. Cosa c'entrano - chiedono Lupus in Fabula e Legambiente - 12.000 metri quadrati di residenze (pari a circa 200 appartamenti) o circa 9000 metri quadrati di superfici commerciali con il potenziamento delle terme? E i 5.200 metri quadrati di impianti sportivi sono davvero necessari? Probabilmente no visto che li dovranno realizzare gli enti pubblici, che non hanno soldi nemmeno per chiudere le buche nelle strade. Se i permessi di costruire delle case e delle nuove terme saranno rilasciati insieme (come dice l'assessore Falcioni) si capisce su cosa si regge l'operazione immobiliare e dove sta l'affare per i privati. E gli enti pubblici (Fano e Provincia), che mettono a disposizione circa 20 ettari di terreno agricolo, quali vantaggi trarranno dalla compartecipazione all'investimento? Cosa ci guadagneranno gli abitanti di Carignano e gli agriturismi della zona da questa operazione che distruggerà uno dei più bei paesaggi della provincia? Che vadano in Toscana i nostri amministratori per vedere come sono le terme. Le terme che attirano turisti da tutta Europa e che non sono in rimessa sono piccole e medie strutture, che non offrono solo bagni e trattamenti per il corpo ma "vendono" un paesaggio integro, in cui sono splendidamente inseriti borghi ristrutturati, cascinali recuperati, aziende agricole che offrono ospitalità e prodotti locali. Queste potenzialità ci sono anche nella zona di Carignano, ma saranno annientate da una inutile e stupida colata di cemento. Invitiamo calorosamente i cittadini a visionare nel dettaglio l'accordo di programma e chiediamo alla Sovrintendenza delle Marche di vigilare per il rispetto dei vincoli ambientali, prima che sia troppo tardi".