Il mondo dellarte, e non solo, resterà di stucco: il 27 gennaio, alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, riapre il teatro più antico del mondo. Il San Carlo (nacque il 4 novembre 1737 grazie a un re intelligente come Carlo III) si ripresenta completamente restaurato, rinnovato senza interruzione dellattività artistica. Un miracolo che ridà dignità culturale a tutta Napoli. «Era dallincendio del 1816 che, a parte qualche ritocco, non si facevano lavori. Quando sono arrivato nel 2007, mi sono subito reso conto dei grossi problemi strutturali. Da lì è partito il progetto del restauro» spiega Salvatore Nastasi, direttore generale dello Spettacolo al ministero Beni culturali, commissario straordinario per la gestione del teatro. Il risultato è che lelegante edificio di Giovanni Antonio Medrano oggi ha palcoscenico e sala di regia con strumentazioni tecnologiche, nuovi camerini, nuovi uffici. Incredibilmente non cerano sale prove, ora ce ne sono due, di cui una grande come il palcoscenico, laltra anche sala di registrazione, 4mila metri quadrati. La platea (ripuliti i preziosi stucchi e laffresco di Giuseppe Cammarano) avrà finalmente laria condizionata e, se il foyer realizzato nel 39 per larrivo di Hitler diventerà un Ridotto, un secondo (uno dei tanti spazi recuperati) è stato ricavato sotto la sala, con un ingresso autonomo, perchè nella "nuova filosofia" il San Carlo sarà sempre aperto alla città, per incontri, concerti da camera, concerti per bambini e se il caso, dice Nastasi, a giovani rockband di Scampia. «Sono grato al presidente Bassolino che con i fondi europei della Regione ha sostenuto interamente la spesa di circa 70 milioni del restauro» spiega Nastasi che ha anche imposto al teatro un virtuoso percorso di risanamento. «Da tre anni abbiamo il pareggio di bilancio. Sono stati recuperati 10 dei 40 milioni di debiti patrimoniali. Ma soprattutto abbiamo richiamato grandi direttori da Claudio Abbado a Zubin Metha a Riccardo Muti che fino al 2012 una volta lanno verrà a dirigere qui. E a fine anno il San Carlo è stato invitato per una tournèe in Cile e a Cuba». E poi? Il commissariamento termina a marzo, ma già si sa che è prorogabile fino al 2011 e, con le elezioni amministrative alle porte, tutto lascia pensare che Nastasi resterà («potrei anche restare nel cda a fianco del nuovo presidente», ha dichiarato). Cè semmai la spada di Damocle del provvedimento sugli enti lirici, ora in fase di stesura, che ridisegnerà il panorama nazionale. Ma Nastasi rassicura: «Quel provvedimento è fatto per garantire un futuro a teatri come il San Carlo. Non per toglierglielo». (a. ba.)