POSTA Prioritaria La dismissione del restauro All'interno del progetto politico di questo governo che prevede lo smantellamento e la privatizzazione del settore pubblico (scuola, salute, cultura) applicandovi l'aberrante logica del mercato, si colloca anche la vicenda dell'Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (Iscr). L'Iscr, istituzione che ha fatto, anche a livello internazionale, la storia del restauro scientifico contribuendo alla fruizione del patrimonio culturale, verrà a giorni sfrattato dalla sua sede storica di P.zza S Francesco di Paola che occupa dal 1939, quando fu fondato da Cesare Brandi. L'immobile è di proprietà dei Frati Minimi e la vicenda dello sfratto, iniziata nel 2001, sta giungendo alla sua conclusione nel modo peggiore in quanto non è stata individuata una sede alternativa idonea. Da circa venticinque anni la metà di questo istituto (scuola e laboratori di restauro, laboratori di fisica e di documentazione grafica, biblioteca) si trova nel complesso del S. Michele a Ripa mentre a breve la restante metà (laboratori di chimica, prove sui materiali, biologia, archivio storico dei restauri, archivio ed amministrazione) verrà dispersa in ambienti non ancora individuati. I referenti a livello sia di Ministero dei beni e attività culturali che politico di tutti gli schieramenti che si sono succeduti non hanno dato risposte concrete per la collocazione in una sede unica ed idonea e si paventa quindi una totale frammentazione di questo istituto, anticamera della sua dismissione. Per contrastarla si chiede con forza di trovare una soluzione che permetta a questa Istituzione di continuare a rendere il proprio servigio alla collettività attraverso la conservazione del patrimonio culturale, che è di tutti, e la formazione di operatori del restauro altamente qualificati. Veniero Santin RdB CUB PI dell'Iscr