Rischia di sfumare un ambizioso progetto che, dopo la fine del periodo d'oro di Marco Goldin, potrebbe riportare Brescia sulla ribalta internazionale dell'arte creando qui un centro (unico in Europa) in cui far affluire il meglio dell'arte contemporanea mondiale, realizzando anche un punto di riferimento per la produzione di videoarte e filmografia. L'iniziativa parte da Art for The World, una onlus associata all'Onu che promuove l'arte contemporanea in tutto il mondo e che è guidata da Adelina von Furstenberg. La principessa, storica e critica d'arte, da tempo era alla ricerca di una città europea in cui realizzare il suo progetto. Nei mesi scorsi è stata invitata a Brescia e si è innamorata della città, Subito sono partiti i contatti con il direttore di Brescia Musei, Maurizio Bemardelli Curuz, che ha portato il progetto all'attenzione del Comune per i necessari finanziamenti. E qui tutto si è arenato. Perché, se in tempo di crisi anche i privati sono costretti a ridurre le sponsorizzazioni culturali, i Comuni sono obbligati a tagliare drasticamente i bilanci. Formalmente la giunta ha chiesto sei mesi di tempo, ma in realtà si è capito che i soldi necessari non potranno venire dalle casse comunali, Art for The World ha posto come limite per confermare la scelta di Brescia la data del 28 gennaio, giorno dopo il quale si cercherà la sede in un'altra città europea perché ci sono appuntamenti internazionali che non si possono rinviare, Nessun'altra città, probabilmente, rinuncerà a diventare un polo mondiale dell'arte a fronte di un investimento di «soli» tre milioni di euro (questa è la cifra necessaria). In realtà il Comune, al di là della carenza di fondi (motivazione ufficiale), è apparso piuttosto tiepido ed è sembrato di capire che in caso di finanziamento la Loggia avrebbe dovuto gestire direttamente il centro, ipotesi che ovviamente contrasta con il progetto. D'altra parte l'assessore alla Cultura Andrea Arcai sostiene che un'iniziativa del genere deve essere libera e non legata a un ente pubblico e aggiunge anche che non è compito della sua amministrazione cercare fondi, per esempio, al ministero dei Beni culturali. Così l'unica disponibilità del Comune (che nel bilancio di previsione per la cultura indica una spesa nel 2010 di 11 milioni di euro) resta quella di fornire una sede, mentre anche la Provincia, economicamente in crisi, si defila, la Regione è alla vigilia delle elezioni, il governo indifferente. Da parte dei privati, invece, qualcuno (come la Fondazione Cab) si è già fatto avanti. «Il problema dei fondi - spiega Arcai - è legato al fatto che Brescia pur avendo conti virtuosi ha rotto il patto di stabilità e a questo problema devono trovare una soluzione governo e parlamento». Il direttore dei Musei sottolinea invece l'importanza che la nuova iniziativa avrebbe per la città. «Potremmo creare - dice Bernardelli Curuz - un importante polo tridente con le grandi mostre che stanno per ripartire, il rilancio di Santa Giulia multimediale e il centro di Art for The World. Con contorno di convegni, concorsi, riviste e iniziative internazionali». Riuscirà Brescia a vincere la sfida contro il tempo?
Brescia. Videoarte, il museo rischia di restare un sogno
Un progetto per creare un centro di arte contemporanea a Brescia è in pericolo di sfumare a causa della mancanza di fondi. L'iniziativa, promossa da Art for The World, una Ong associata all'Onu, avrebbe dovuto creare un punto di riferimento per la produzione di videoarte e filmografia. Il progetto è stato presentato a Brescia e ha ricevuto l'attenzione del Comune, ma la giunta ha richiesto sei mesi di tempo per trovare i fondi necessari, che sono stati considerati troppo costosi. La scadenza per la conferma della scelta di Brescia è il 28 gennaio, altrimenti il progetto sarà trasferito ad un'altra città europea.
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