Il ministero dei Beni Culturali nega di aver già deciso sull'assegnazione dell'importante rassegna in programma nel 2019 Il sindaco di Brindisi: «laguna esclusa». Ma a Ca' Farsetti cadono dalle nuvole E' giallo sulla possibile esclusione di Venezia dalla candidatura a Capitale europea della Cultura nel 2019. A dare la notizia il sindaco di Brindisi tra le città in corsa Domenico Mennitti, ma il Ministero dei Beni Culturali non conferma. Pochi giorni fa, in un'occasione pubblica la festa del corpo di polizia municipale Mennitti, già parlamentare di An, ha affermato di aver ricevuto conferma dal Ministero dei Beni Culturali che Brindisi restava in corsa per la candidatura a capitale europea della Cultura per il 2019 insieme a Padova, Ravenna, Matera, Verona, Agrigento e L'Aquila. Escluse invece dalla preselezione sempre a sentire il sindaco brindisino Venezia, come Firenze e Bari. «Brindisi ha superato la prima scrematura tra le candidature italiane - racconta il primo cittadino di Brindisi - preferita a città come Venezia, resta tra le papabili per essere scelta dalla Commissione europea. Siamo certamente ancora lontani da un successo ma l'intenzione, l'impegno e i possibili finanziamenti che ne deriveranno, prima ancora dell'effettiva designazione, sono segnali importanti del cambiamento di questa città». Alla notizia di una possibile esclusione dalla preselezione tra le città italiane per il ruolo di capitale europea culturale del 2019, cade letteralmente dalle nuvole l'assessore comunale alla Produzione Culturale Luana Zanella. «Non vedo come questo sia possibile afferma - né che possa essere stata compiuta una preselezione, che pure a suo tempo ci sarà, quando non è stata ancora insediata neppure la Commissione mista composta da membri dei Beni Culturali e dell'unione europea incaricata appunto di vagliare le varie candidature. Noi non abbiamo certo presentato alcun programma, perché non ci sono ancora i termini per farlo, visto che ciò deve avvenire entro il 2013 e si sta discutendo ancora di far diventare sul modello della candidatura per le Olimpiadi del 2020, quella di Venezia Capitale europea della Cultura, una candidatura dell'intero territorio, come è stato suggerito anche dalla Fondazione Nordest. Certamente, se dovessimo riuscire in uno dei due impegni, non potremmo ottenere anche l'altro». In realtà le candidature italiane non sono state ancora formalizzate, ma le città interessate hanno in vario modo e con atti diversi - Venezia, ad esempio, coinvolgendo la Regione - manifestato la propria disponibilità. Dal ministero dei Beni Culturali, la conferma che la Commissione mista incaricata della preselezione e poi della scelta finale non si è ancora insediata e dunque nulla ancora risulta in merito. Si tratta di capire pertanto se l'annuncio del sindaco di Brindisi rispetto alla promozione ministeriale della sua città e al siluramento di Venezia è un colossale abbaglio, oppure se siano già iniziate sotto traccia, al di là dell'ufficialità istituzionale, grandi manovre tra le città interessate rispetto alla candidatura italiana il nostro Paese è stato già designato per il 2019 a capitale europea della Cultura.
Cultura, Venezia non sarà Capitale europea
Il sindaco di Brindisi, Domenico Mennitti, afferma di aver ricevuto conferma dal Ministero dei Beni Culturali che Brindisi è ancora in corsa per la candidatura a capitale europea della Cultura nel 2019. Tuttavia, il Ministero dei Beni Culturali non conferma questa affermazione. Mennitti afferma che Brindisi è stata esclusa dalla preselezione, insieme a Venezia, Firenze e Bari. Il Ministero dei Beni Culturali non conferma né conferma l'esclusione di Venezia. La preselezione è stata effettuata da una Commissione mista composta da membri dei Beni Culturali e dell'unione europea, ma non è ancora stata insediata.
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