La prestigiosa scuola non ha un posto Il nuovo curatore del padiglione italiano della Biennale d'Arte 2011, Vittorio Sgarbi, dichiarandosi il «primo commissario antimafia dell'arte», ha fatto sapere che sogna di portare il Cristo morto del Mantegna nell'agone del contemporaneo e ha anche sottolineato che la sua ambizione più profonda non è approdare a Venezia, ma alla direzione dell'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro. L'ha detto forse non essendo informato del momento cupo che sta attraversando una delle scuole più prestigiose del mondo. Perché l'Iscr, nella sua sede storica in piazza san Francesco di Paola a Roma, sta per essere definitivamente sfrattato, a mezzo della forza pubblica. La sentenza è passata in giudicato e, ai primi di febbraio, verranno posti i sigilli. E una volta sbarrato l'accesso, tutto ci che c'è dentro rischia seriamente di essere disperso. Temendo il peggio, tutti i dipendenti della struttura hanno preso carta e penna per scrivere una lettera al ministro Bondi e un'altra al sindaco di Roma Alemanno. In rete, sta girando un appello-petizione diretto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La richiesta è la medesima: bisogna attivarsi in fretta per evitare l'evitabile e scongiurare un danno gravissimo. Oltretutto, la scuola - i cui corsi erano bloccati in attesa di una equiparazione del diploma alla laurea ed era finita in un interregno pernicioso per le competenze e la formazione dei restauratori, finalmente prevedeva di riaprire i battenti con un bando di concorso. La vicenda è nota da lungo tempo: il contenzioso economico con i frati - di cui l'Istituto occupa una parte del seicentesco convento - dura da anni, ma il ministero per i beni culturali non ha risposto in maniera adeguata e, a tutt'oggi, non ha trovato una soluzione. Incuria, trascuratezza? Una trattativa possibile c'era: restauro gratuito della chiesa in cambio di un tempo «umano» per il trasloco. Essere costretti a trasferirsi entro qualche settimana significherebbe frammentare e mettere in pericolo il patrimonio della scuola. Non solo i laboratori scientifici (l'Istituto ha l'altra sua sede al san Michele) con le loro attrezzature altamente specializzate, ma anche l'archivio, fondato da Cesare Brandi. In quell'Istituto c'è la memoria storica del nostro paese, dalla documentazione dei beni feriti durante la guerra, agli interventi succedutisi fino ad anni più recenti. Un tesoro fotografico enorme che non può essere imballato e gettato in umidi depositi, aspettando sorti migliori e una destinazione certa. Il problema è quindi l'individuazione di un posto idoneo per far rinascere - al meglio - questa scuola, punta di eccellenza internazionale, in spazi consoni che permettano una visione unitaria e rispettino la pioneristica idea (che fu di Brandi e Argan) di un istituto multidisciplinare. Ogni volta, per far fronte allo sfratto annunciato, veniva proposta un'«ala» del san Michele per accogliere l'Iscr e riunire le due sedi, ma puntualmente gli ambienti ristrutturati venivano occupati da altri uffici. E l'Iscr rimaneva in stand-by. Oppure assegnato a spazi inadeguati (come, per esempio, le celle del carcere femminile e non si capisce come si possano adattare lì i laboratori scientifici). Ora il tempo è scaduto: fra una manciata di giorni, a mettere la parola «fine» alla disputa con i frati, ci penserà, senza tentennamenti, l'ufficiale giudiziario. Con i sigilli, la storia si interrompe. E forse al posto della scuola di restauro, potrebbe nascere un bell'albergo, dalla posizione strategica e super turistica. Va ricordato, inoltre, che all'interno dell'Iscr si trova la biblioteca «Adolfo Venturi» di Silvio Radiconcini, esempio limpido di architettura razionalista. E' un luogo rimasto intatto rispetto l'originario allestimento e, in futuro, potrebbe ospitare un museo per il restauro. Una situazione drammatica che potrebbe essere facilmente risolta se solo il ministero se ne facesse carico, invece di perdere tempo a commissariare i siti archeologici e a mandare in giro pubblicità ricattatorie sul Colosseo: «se non lo visiti, lo portiamo via», dice lo slogan mostrando l'anfiteatro in via di smontaggio...
Roma. Lo sfratto di Cesare Brandi. Sigilli per l'Istituto del restauro
L'Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (Iscr) a Roma sta per essere sfrattato dalla sede storica in piazza san Francesco di Paola a causa di un contenzioso economico con i frati che occupano una parte del seicentesco convento. Il ministero per i beni culturali non ha trovato una soluzione e il contenzioso è passato in giudicato. Il ministro per i beni culturali, Vittorio Sgarbi, ha dichiarato che la sua ambizione è di portare il Cristo morto del Mantegna nell'agone del contemporaneo, ma non ha detto nulla sulla situazione dell'Iscr.
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